FIREANDBLOOD CHALLENGE #1: Recensione “seriale” del libro di Martin dedicato alla storia dei Targaryen

Non ricordo bene in quale sito, ma avevo letto di una challenge, in un blog americano, consistente proprio in una recensione/resoconto in varie parti dell’ultimo libro di George R. R. Martin. Ben sapendo quanto siano “mastodontiche” le sue opere, ho trovato l’idea del blogger statunitense apprezzabile, pertanto oggi faccio uscire la prima parte del mio FIREANDBLOOD Challenge.

Ho deciso, piuttosto che parlare di ogni capitolo, come ho visto fare, di suddividere il libro in 7 uscite, trattando, volta per volta, di 100 pagine dell’opera.

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Partiamo con il contestualizzare “Fire and Blood”.

Si tratta, in breve, di un prequel rispetto alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dedicato all’ascesa dei Targaryen come conquistatori di Westeros e ai vari sovrani che si sono succeduti sul trono di spade prima di quella che è ricordata come la ribellione di Robert, che ha stravolto la geopolitica dell’universo martiniano.

Il romanzo, se di romanzo possiamo parlare (sarebbe surreale parlare di manuale di storia dedicato a un universo letterario), è una narrazione concitata, che cerca di narrare gli eventi salienti di centinaia e centinaia di anni, partendo proprio dalla storia di Aegon il conquistatore, il primo a unire i sette regni e colui che fondò la città di Approdo del Re.

In questo primo capitolo della challenge riporterò, brevemente, quelle che sono le cose che mi sono piaciute di più e anche gli eventi che ritengo più significativi della storia, sperando che possa interessare ai fan di Game of Thrones, che siano disposti o meno a leggere il libro.

Innanzi tutto i Targaryen sono una famiglia valyriana che sopravvive, per chissà quale presentimento, al disastro di Valyria, che li rende, a tutti gli effetti, i più potenti signori dei draghi dell’intera Westeros. Il Disastro di Valyria, anche in questo prequel, tuttavia, rimane ignoto.

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Sappiamo solo che i Targaryen si installano a Roccia del Drago e che, a un certo punto, Aegon decide di voler conquistare i sette regni, forte di un drago rimasto davvero bestia leggendaria. Aegon, sposato con le due sorelle, Visenya e Rhaenys, unisce il trono, specialmente con la forza dei loro rispettivi draghi (Balerion, Vhagar e Meraxes), per lo più confermando titoli, terre ed onori a tutti coloro che facevano atto di sottomissione. Le ragioni per cui Aegon decide di conquistare il continente occidentale, però, francamente non sembrano consistenti né lungamente esplicitate.

Il primissimo a ricevere la carica di Primo Cavaliere, in quel di Westeros, è tale Orys Baratheon (per molti fratello bastardo dello stesso Aegon), che darà vita alla casata Baratheon, che si insedia a Capo Tempesta, dopo l’uccisione di Argilac l’Arrogante.

L’ultimo regno ad essere conquistato è quello di Dorne, dato che con Dorne si instaureranno due guerre (le guerre dorniane), che porteranno a tragedie e spargimenti di sangue, senza che Aegon, nemmeno con la forza dei propri draghi (Meraxes e Rhanys stessa periranno nella guerra), riesca a far compiere atto di sottomissione ai principi dorniani. Infatti si giungerà semplicemente a una tregua e a una dichiarazione di pace, senza formale annessione di Dorne ai Sette Regni. Pace, che, rimase alla storia come “Pace disonorevole”, visto il numero di morti, a quel punto, considerate inutili. Le ragioni per cui Aegon decise di non continuare il conflitto sfuggono ai cronisti dell’epoca e sembrano avvolte nella leggenda.

Visenya è colei che istituisce la Guardia Reale, ritenendo che il re dovesse essere protetto da cavalieri provetti, disposti a dare la loro intera vita (fanno voto di castità) per proteggere il regno.

Ad Aegon succede Aenys, l’elegante figlio di Rhaenys. Un rampollo dedito alle arti più che alla guerra, del tutto dissimile da Maegor, figlio minore di Aegon, avuto non da Rhaenys ma da Visenya. Il suo regno sembra consolidare la pace fino al momento in cui egli decide di far sposare la sua figlia maggiore, Rhaena, col fratello di lei, Aegon. Questa unione fa insorgere il Credo. L’Alto Septon ritiene l’incesto un peccato contro gli dei e il perdono rivolto ad Aegon il conquistatore, già sposato con le sorelle, non viene rivolto anche ai figli di Aenys. Ne nasce un vero e proprio conflitto col Credo, durante il quale Aegon e Rhaena finiscono per rimanere bloccati a Castel Granito e Aenys, in circostanze misteriose, sotto le cure di Visenya, muore.

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Questa è l’occasione per Maegor di fare la sua pretesa al trono. Maegor, figlio minore di Aegon il Conquistatore, rifiuta di riconoscere Rhaena ed Aegon come regnanti, e allora rende prigionieri la madre dei due e i loro fratelli minori e porta a termine la battaglia con il Credo Militante e i Poveri Compagni, continuando le continue stragi.

Maegor si proclama re e passa alla storia come Maegor il crudele. Il suo regno vede una serie infinita di truculente stragi, che, alla fine, fanno perdere a Maegor l’appoggio dei Lord dei Sette Regni. Maegor ucciderà Aegon, indebolendo la sua pretesa al trono, e arriverà a sposare Rhaena (insieme ad altre due vedove), dopo aver perso due delle precedenti tre mogli. I suoi innumerevoli matrimoni saranno ennesima occasione di attrito col Credo. Egli, tuttavia, proverà in tutti i modi a procacciarsi un erede, senza riuscirci, anche perché la sua terza moglie (Tyanna), una strega pentoshi, avvelenerà i feti concepiti dalle altre mogli. Dopo la morte di Tyanna, per mano di Maegor stesso, però, Maegor verrà trovato morto sul Trono di Spade, trafitto dalle stesse spade dello scranno, quando questi si preparava – potendo contare su pochissimi lord lealisti e un numero di uomini infimo – a controbattere alla pretesa di Jaehaerys, uno dei figli di Alyssa (moglie di Aenys), sostenuto persino da Rhaena, che, sul suo drago, aveva raggiunto proprio l’esercito che si stava radunando per combattere Maegor, dopo avergli sottratto oltretutto la leggendaria spada di Aegon il Conquistatore, Fuoconero.

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