Cult Movies #18: Ritorno al Futuro

La mia maratona-recupero dei film cult della storia del cinema continua. Questo sabato è il turno di “Ritorno al Futuro”, pellicola del 1985 diretta da Robert Zemeckis.

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Il film, di genere commedia/fantascientifico, è, inoltre, il primo capitolo di una trilogia cinematografica di grande successo. È, infatti, la quintessenza di un film cult per le generazioni immediatamente precedenti alla mia.

La storia di “Ritorno al Futuro” ruota attorno all’invenzione di uno bizzarro e stravagante scienziato, Doc (Christopher Lloyd), che trasforma una “DeLorean” in un mezzo per effettuare viaggi nel tempo. Durante un’imboscata ad opera di terroristi libici, Marty (Michael J. Fox), liceale, grande amico di Doc, finisce per fuggire a bordo della DeLorean, venendo catapultato accidentalmente nel passato, nel 1955, per essere precisi. Marty si ritroverà invischiato nelle vicende che hanno portato i propri genitori a conoscersi e innamorarsi, dando vita a una sequenza di scene che ci riportano nella più tipica “commedia degli equivoci”. Il suo compito sarà quello di evitare di cambiare il presente per il tramite delle sue azioni nel passato.

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Si tratta, a mio modo di vedere, di una commedia originale e divertente, che ha meritato il successo ottenuto. Il successo al botteghino è stato talmente sorprendente da aver permesso alla pellicola di essere campione di incassi nell’anno 1985 nelle sale statunitensi, e di fruttare gIobalmente altri cinque milioni di dollari, quando, nel 2015, in occasione di quello che sarebbe stato il viaggio nel futuro di Doc e Marty, è stata riproposta nelle sale per un solo giorno. I seppur ridotti effetti speciali, poi, dimostrano che anche l’industria cinematografica di quell’epoca fosse in grado di creare artifici scenici assolutamente credibili.

È un film molto leggero, che si segue con facilità e non annoia mai. La fantascienza è quasi soltanto un pretesto per creare ambientazioni e situazioni comiche, altrimenti non riproducibili.

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Da apprezzare del film, inoltre, la recitazione dei due protagonisti, assolutamente PERFETTI per le parti assegnate loro. E, se Lloyd e Fox, sono tuttora considerate delle icone del cinema e della cultura pop, in generale, un motivo ci sarà.

Zemeckis ha costruito, secondo il mio giudizio, una commedia sul viaggio nel tempo che è, in definitiva, una pellicola senza tempo, in grado di essere fruita e apprezzata – in maniera identica – tanto dal pubblico dell’epoca quanto dalle generazioni successive!

16 commenti

      1. Il secondo, in alcuni punti, è anche più divertente del primo; ha comunque una trama leggermente più elaborata.
        Il terzo, pur non essendo brutto, inizia a essere ripetitivo.

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  1. Lo amo, ci sono delle battute che sono entrate nel vocabolario attivo della mia famiglia! E’ veramente un film senza tempo, parte da un’idea molto semplice ma ha una sceneggiatura brillante e, come hai sottolineato, due interpreti eccezionali; tra l’altro all’inizio non era previsto ci fosse Michael J. Fox!

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      1. Cose come “Grande Giove!” quando siamo perplessi o supiti, oppure “mamma, mamma sei tu?!” quando entra in casa mia mamma (ovviamente detto con la voce da trans), per non parlare di “ehi tu porco levale le mani di dosso!” o “sono il tuo delfino” (che uso insieme a “é stato l’orafo” da Boris ogni volta che mi impappino parlando).

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