Recensione di "Morte Dolceamara – un nuovo caso o forse due per Debora Nardi" di Elena Andreotti

Benvenuti a tutti nelle pagine del mio blog per una nuova recensione.

Il libro che recensiremo oggi è “Morte Dolceamara – Un Nuovo Caso O Forse Due per Debora Nardi” di Elena Andreotti, blogger di “Non Solo Campagna“.

La trama in breve: Debora Nardi, già protagonista di “Vorrei essere Jessica Fletcher”, si trova di coinvolta in un caso di furto aziendale. Questa volta indaga con tutte le carte in regola: non è più un’investigatrice dilettante, ma è stata assunta in un’agenzia investigativa. Tuttavia, la realtà non è all’altezza delle sue aspettative e si trova a fare i conti con il suo carattere indipendente e creativo, la cura della sua famiglia, gli affetti e i problemi dell’età. Anche stavolta darà il suo contributo allo svolgimento delle indagini da parte delle autorità competenti, ma dovrà anche interrogarsi su cosa desideri veramente dalla vita, per realizzare le sue aspirazioni. Dovrà ridefinire le sue priorità e farsi sparare non è tra queste.

Si tratta, come si intuisce facilmente, di un giallo. Ma un giallo sui generis, in cui si combinano diversi fattori. Intanto vi è una leggerezza che permea le pagine – sempre fluide e scorrevoli di Elena – che fa apparire le avventure di Debora come quelle di una eroina da fiction all’italiana.

I personaggi sono immediatamente familiari e hanno tratti caratteristici che creano subito una connessione con il lettore. Esattamente come accade quando si guarda la TV.

Non a caso, si gioca molto con il parallelismo con “Jessica Fletcher”. Credo che Elena, consapevolmente o inconsapevolmente, abbia voluto creare un universo narrativo scanzonato, che creasse una sorta di background ossimorico coi casi che la protagonista si trova a fronteggiare.

La sua realtà familiare, la cagnetta, l’amica annoiata, la cucina tipica romana e la figlia studiosa. Una serie di piccoli elementi che rendono il romanzo molto lontano da un giallo classico e che strappano più di una risata durante la lettura. Un’immedesimazione che porta il lettore a godersi una storia di vita più che un’indagine colma di adrenalina, sebbene il finale riservi sorprese anche in quel senso.

L’attenzione al personaggio e alla sua vita familiare risultano, peraltro, aspetti predominanti, dato che il caso più “intrigante” – chiariamoci, nei gialli deve scappare il morto per creare interesse – si sviluppa solo nella seconda metà del libro.

Uno degli intenti forti di Elena, a mio avviso, è quello di approfondire la psicologia della sua protagonista, della sua detective per caso, che, nelle avventure del libro in analisi, vive una sorta di transizione. E’ chiamata a scegliere fra la carriera e la famiglia.

Cosa è disposta a rischiare Debora per sfruttare il suo intuito e la sua attitudine investigativa?

Lo scoprirete leggendo “Morte Dolceamara – Un nuovo caso o forse due per Debora Nardi“.

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