Dritte di scrittura: Come scrivere quando non si è dell’umore giusto

Okay. Il post di oggi non è molto lontano dalla tematica trattata nel mio ultimo video sulla scrittura creativa, ovvero il blocco dello scrittore. Possiamo considerarlo una sorta di “approfondimento”. Oggi parliamo di umore e di come riuscire a scrivere quando non si è nell’umore.

Come sapete, come tanti altri scrittori, odio sentire la parola “ispirazione“. Penso che la parola ispirazione davvero potrebbe farmi venire l’orticaria. E’ un modo per giustificarsi quando non si lavora. “Non ho l’ispirazione” oppure “riprenderò a scrivere quando avrò l’ispirazione”. Questi discorsi mi innervosiscono maggiormente quando vedo persone che hanno un mucchio di tempo (che a me, a volte, manca) e non lo sfruttano a dovere, ma evitano di colpevolizzarsi.

In generale, per quanto possa non piacere a molti, io credo che essere indulgenti con se stessi non porti a niente. Non voglio approfondire l’argomento perché capireste che io, certe volte, sono davvero il peggior giudice di me stesso e quanto questo possa essere problematico.

Ma oggi provo a fare la persona sana di mente – ma non prometto nulla – e dirvi che l’umore e l’ispirazione sono due argomenti che hanno una rilevanza per chi scrive, ma devono essere trattati in modo serio e senza autoindulgenza.

Dato che ho parlato tante volte di ispirazione, oggi proviamo a concentrarci sull’umore. Come si scrive quando siamo di cattivo umore? Come si scrive quando non abbiamo voglia di farlo?

Penso che tutti gli scrittori amatoriali abbiano di questi problemi. E’ un po’ diverso per gli scrittori professionisti (quelli che, quanto meno, ci portano soldi consistenti a casa con la scrittura, perché… Beh, sì, il denaro è un’ottima motivazione per darsi da fare). Quindi, come capirete, è un problema soprattutto per quelli che con la scrittura non “ci mangiano”.

Se la nostra passione è scrivere, creare e raccontare, però, non dobbiamo farci influenzare dall’umore. Anche io, ultimamente, mi sono rifugiato nei miei problemi di umore. Sono stato veramente, veramente stressato e questo mi ha portato a giustificarmi quando non scrivevo.

Però, pensare che ci sia una valida scusa per non impiegare il nostro tempo scrivendo è un’attitudine mentale sbagliata, che dobbiamo allontanare.

Dobbiamo imparare a scrivere, anche quando non siamo nell’umore.

Però, cerchiamo di essere realistici. Quello che facciamo quando scriviamo e non siamo in vena di scrivere è “concederci una pessima sessione di scrittura”.

Quando scriviamo in questi “momenti no”, spesso non produciamo ottimi contenuti e pagine da premio Nobel per la letteratura. Tutt’altro. Scrivere nei momenti in cui non siamo in vena ci porta a scrivere pagine poco scorrevoli, con tanti avverbi e un mucchio di ripetizioni. Ve lo assicuro, ci passo di continuo e mi rendo conto dell’immane lavoro di riscrittura che devo fare in seguito.

Ma, ve lo assicuro, scrivere male e forzarsi a scrivere è la migliore cosa che possiamo fare. Allontanarci dai nostri progetti ci farà sentire peggio, ci farà sperimentare la sensazione del fallimento. Per non parlare di come il tempo di pausa fra una sessione di scrittura e l’altra renda la nostra opera disomogenea.

Ma a quali trucchi possiamo ricorrere per scrivere anche quando non siamo in vena?

Proviamo a delineare una routine “sana” in grado di farci produrre anche nelle nostre giornate peggiori. Proverò a darvi dei consigli personali che so per esperienza essere funzionanti.

  • Staccare tutto. Spesso il nostro cattivo umore dipende da qualcosa che è successo nella giornata, da una lite o da qualche evento negativo relativo alla nostra sfera lavorativa o familiare. Bene, sappiate che allontanarvi dal telefono o staccare semplicemente la connessione, servirà a farvi sentire più consapevoli di quello che avete in testa. Piano piano, forzandovi di guardare solo lo schermo del computer, vi dimenticherete di ciò che vi fa stare male e tornerete a pensare a ciò che volete scrivere.
  • Non dubitate di voi stessi. Iniziare a dire “ma tanto cosa ottengo con quello che scrivo?” oppure “non ce la farò mai” è il primo modo per sabotarsi. Dovete provare ad avere fiducia di voi stessi. Come dico spesso, provate a essere fan di voi stessi anche quando NESSUNO vi sostiene, anche quando NESSUNO vi apprezza. La forza dovete trovarla dentro voi stessi. Non avete bisogno di nessuno per esprimere il vostro talento.
  • Fatevi aiutare dalla musica. Tutti abbiamo qualche traccia in grado di ispirarci sentimenti positivi o di darci la carica. Se vi sentite scarichi, provate a iniziare a scrivere con la musica di sottofondo. Vi assicuro che vi ritroverete a staccarla non appena sarete coinvolti da ciò che state scrivendo e sarete alla ricerca di una maggiore concentrazione.
  • Tenete a mente il vostro obiettivo. Se avete scelto di scrivere, lo avete fatto perché volete raccontare una storia che vi sta a cuore o perché volete fare conoscere il vostro talento al mondo. Ricordatevi sempre il vostro obiettivo, sapendo che sottrarvi ai vostri impegni non è altro che un modo per allontanarvi da ciò che credete vi potrà dare la felicità o la soddisfazione.

Insomma, spero che queste piccole dritte possano esservi d’aiuto quando non sarete in vena di scrivere. Vi ricordo, inoltre, di dare un’occhiata a “SOS Come ti sblocco il romanzo“, un libro con consigli pratici per chi è alle prime armi.

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