Recensione di The Crown 4: una stagione straordinaria

Buongiorno, amici di Serial Escape.

Oggi torno a parlare di serie tv. Più precisamente, voglio parlare della quarta stagione di The Crown.

Per chi non lo sapesse, The Crown è la serie originale Netflix dedicata alla regina Elisabetta e alla storia recente della famiglia reale. Si tratta – con ogni probabilità – del prodotto più apprezzato della piattaforma, nonché di quello più costoso.

La quarta stagione era attesa in modo particolare perché avrebbe esplorato i primi anni di Lady Diana all’interno della famiglia Windsor. 

La migliore stagione

Ci sono tanti motivi per cui credo che questa quarta stagione sia stata la migliore delle quattro fin qui prodotte.

Di certo, si potrebbe dire che l’aver trattato eventi più recenti (e quindi più conosciuti) abbia aumentato la connessione fra spettatore e storia, ma credo ci sia di più.

Innanzitutto, penso che vada apprezzata l’ambizione smisurata degli showrunners alla base di questa quarta stagione. Infatti, non solo si è provato a raccontare la storia di Diana, ma anche quella di Margaret Thatcher, con uno sguardo alla situazione socioeconomica inglese degli anni ottanta. 

Tanta, tanta carne sul fuoco e tanti personaggi difficili da riportare in una serie televisiva che si componeva di sole dieci puntate.

La serie, però, ha portato a termine il compito prefisso in modo egregio, confermandosi uno dei prodotti più raffinati e meglio curati della storia televisiva, per cast, regia, sceneggiatura e fotografia.

Un plauso ad Emma Corrin

Come sempre, le performance dello show sono state superlative. Olivia Colman una conferma nel ruolo della regina, Josh O’Connor nel ruolo di Carlo sempre più una magnifica rivelazione, ma Emma Corrin è stata splendida.

E’ un peccato pensare che il ruolo di Lady D passerà a una nuova attrice nella prossima stagione. Emma è stata fantastica nel delineare le ambivalenze di un personaggio iconico divorato da demoni che, nel corso dello show, abbiamo potuto solo intravedere.

Che ritratto esce di Diana?

La cosa più interessante di cui parlare è chiaramente il ritratto di Diana Spencer realizzato dalla serie di Peter Morgan.

Credo che la serie non voglia fare “favori” a nessuno, nemmeno a una delle donne più amate della storia recente. 

La Diana che esce fuori, alla fine, è una donna – come già detto – piena di ambivalenza. In una parola, Diana Spencer era controversa. Da una parte innamorata dell’idea di essere principessa e – almeno all’inizio – lusingata dalle attenzioni mediatiche. Dall’altra, una donna fragile che ha sperato con tutto il cuore che il proprio matrimonio diventasse qualcosa di più di un accordo di facciata e che forse ha pure provato dei sentimenti forti per il suo principe.

Carlo, tuttavia, non ha mai dato una chance a Diana, a causa della propria storia d’amore con Camilla. E credo che questo suo rifiuto così duro sia stata poi la miccia che ha portato all’esplosione di tutte le vicende che hanno poi contraddistinto la vita di colei che doveva essere regina e che, a oggi, non è mai stata dimenticata dalle masse.

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