La regina degli scacchi: di cosa parla, la mia opinione e indiscrezioni su una seconda stagione

Avete presente quando vi approcciate a una serie sicuri che non vi piacerà, ma poi venite travolti e rimanete entusiasti? E’ un po’ quello che è successo a me con la miniserie Netflix “La regina degli scacchi“.

Lo show Netflix creato da Scott Frank e Alan Scott è la vera hit di questo mese (dopo The Crown, si intende).

Di cosa tratta?

La serie segue la vita di Elizabeth Harmon (Anya Taylor-Joy) fra gli anni cinquanta e gli anni sessanta. Elizabeth è un’orfana, finita in un istituto cristiano e proprio lì impara a giocare a scacchi grazie alle lezioni del custode. Dopo essere stata adottata, Elizabeth inizia una trafila di tornei di scacchi. La sua carriera da giocatrice parte subito forte e si rivela il talento più luminoso di tutti gli Stati Uniti. Gira il mondo per sfidare i migliori giocatori, in un percorso che la metterà a dura prova, tra la perdita della persona più cara e un amore mai davvero corrisposto. In breve, Elizabeth si troverà a dover fare i conti con l’alcolismo che rischierà di privarla dei trionfi che altrimenti il suo talento potrebbe regalarle. 

Partenza lenta, poi…

La miniserie tratta dal romanzo di Walter Tevis mi ha convinto a poco a poco, fino a trasformarsi in una vera e propria ossessione. Ho trovato il primo episodio molto noioso, ma i restanti sei davvero irresistibili. 

Ha funzionato davvero tutto in questo show. Dagli sforzi per creare un’ambientazione verosimile fino a una strepitosa attrice protagonista. Anya Taylor-Joy è davvero eccellente. I suoi sguardi magnetici sono davvero il filo conduttore di una serie che attrae lo spettatore come se fosse una sostanza stupefacente. 

Ma tutto il cast funziona e, in qualche modo, strizza l’occhio al pubblico con alcune scelte molto popolari. Si rivedono, ad esempio, Harry Melling (Dudley Dursley in Harry Potter) e Thomas Brodie-Sangster (Il Trono di spade, Love Actually e Maze Runner). 

Ci sarà una seconda stagione?

Io, personalmente, ne sento l’esigenza. Sarò un po’ una “fangirl”, ma penso che una seconda stagione in cui viene esplorato lo sviluppo – soprattutto sentimentale – della storia di Elizabeth potrebbe davvero funzionare.

C’è da dire, però, che il romanzo da cui la serie è stata tratta è stato integralmente trasposto e, quindi, non esisterebbe materiale a cui attingere.

Tuttavia il mondo delle serie tv ci ha insegnato che, in più di un’occasione, le storie televisive sono andate ben oltre il materiale offerto dai romanzi alla base del prodotto televisivo. Quindi, mai dire mai… Tra l’altro la Taylor-Joy sarebbe entusiasta di ritornare a vestire i panni di Elizabeth Harmon e anche Melling si è detto disponibile per una seconda stagione. 

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6 pensieri riguardo “La regina degli scacchi: di cosa parla, la mia opinione e indiscrezioni su una seconda stagione

  1. Onestamente? Io spero che rimanga solo come unica stagione. Penso che la serie abbia detto tutto quello che c’era da dire sul personaggio di Harmon ed è una serie che ho trovato assolutamente favolosa, molto probabilmente una delle serie migliori presenti su Netflix. Spero tanto che non facciano la seconda stagione, ormai ho capito che nella maggior parte dei casi Netflix fa di seguito abbastanza vuoti e tremendi (Tredici penso sia l’esempio migliore da tirare in ballo in questo momento).

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