La recensione de “La regina degli scacchi”: il romanzo di Walter Tevis da cui è stata tratta la serie Netflix

Buongiorno, amici lettori.
Oggi torniamo a parlare di libri e lo facciamo con la recensione de “La regina degli scacchi” (titolo originale The Queen’s Gambit), romanzo del 1983 di Walter Tevis, da cui è stata tratta la hit series Netflix dell’anno passato.

DI COSA PARLA LA REGINA DEGLI SCACCHI?

La regina degli scacchi racconta la storia di una giovane e talentuosa scacchista, Beth Harmon, un’orfana che viene introdotta al gioco degli scacchi da un inserviente dell’orfanotrofio in cui viene accudita, Mr. Shaibel.

Beth si rivela un vero genio degli scacchi e già da bambina si dimostra più capace di adulti ben più allenati.

La storia di Beth si evolve fino a quando diventerà una delle più importanti giocatrici degli Stati Uniti e affronterà i giocatori più bravi del mondo.

IL MIO GIUDIZIO

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Viene quasi difficile dare un giudizio al libro perché l’ho letto soltanto dopo aver visto la serie su Netflix. E mai come in questo caso mi sento di sconsigliare di leggere il libro dopo lo show televisivo. Infatti, la produzione televisiva segue in maniera ESTREMAMENTE fedele il romanzo di Tevis. Si potrebbe dire che aggiunge i dialoghi alle scene che erano soltanto raccontate nel romanzo, senza modificare nessun aspetto significativo della storia.

Per questa ragione, ho avuto l’impressione di non leggere nulla di nuovo. Tuttavia, non posso negare che La regina degli scacchi sia un libro avvincente, dal ritmo incalzante che, a un certo punto, incolla il lettore alle pagine.

Si tratta di un romanzo magistralmente strutturato, che non annoia mai. È un libro, per certi versi, leggero per il suo essere sempre focalizzato sugli accadimenti e il suo incedere veloce. D’altra parte, però, si tratta di un romanzo denso di tematiche interessanti e profonde che vanno dall’abbandono, alla sessualità femminile negli anni Cinquanta e Sessanta, passando per il concetto di genitorialità.

Forse, se proprio devo trovare una pecca al romanzo, la ritrovo nell’eccesso di descrizione delle partite. Per un lettore non appassionato di scacchi, ritengo risulti piuttosto complesso seguire meticolosamente le tattiche e le mosse riportate nel romanzo. Però, da un altro punto di vista, non si può che ritenere il romanzo il frutto di approfonditi studi di Tevis sull’argomento centrale del suo romanzo.

LO CONSIGLIO?

Come ho detto prima: se potete, leggete prima il libro e poi vedete la serie TV. A prescindere da questo avvertimento, non posso fare altro che consigliare questo romanzo perché ci porta in un mondo poco conosciuto (quello del gioco degli scacchi professionistico).

Lo consiglio anche perché è un romanzo che, a mio modo di vedere, è invecchiato incredibilmente bene. Credo si possa trattare di un vero e proprio evergreen della letteratura perché il ritmo, la struttura e i personaggi rendono la storia affascinante oggi probabilmente quanto lo era in passato. E va detto che questo romanzo suscitò attenzione nel secolo scorso perché prendeva le mosse dalla storia di Bobby Fischer, unico scacchista statunitense ad affermarsi sui giocatori russi.  

 

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2 pensieri riguardo “La recensione de “La regina degli scacchi”: il romanzo di Walter Tevis da cui è stata tratta la serie Netflix

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