Titolo: Cronache di un vampiro – Vincoli di sangue

Data di Uscita: 31 Marzo 2020

Genere: Dark Fantasy, romanzo gotico

Link d’acquisto cartaceo: https://amzn.to/39zmYWH

Link Ebook: https://amzn.to/3aDGe6A

Quarta di Copertina: Andreas Rooney è un professore di letteratura nella più antica università europea. Insegna a Oxford, cittadina britannica sconvolta da un evento inquietante accaduto pochi giorni prima di Natale. Il suo migliore studente, Thomas Crawford, è svanito nel nulla e le indagini attorno alla sua scomparsa non hanno portato a nessun risultato.
Dopo due mesi dalla scomparsa, una donna misteriosa si interessa al professore di letteratura, alla ricerca di una nuova pista di indagine. In molti in città ritengono che Andreas abbia un legame con Thomas e che sia in possesso di informazioni utili al suo ritrovamento.
Andreas, però, è all’oscuro della tragica fine occorsa al giovane, rapito da un predatore senza scrupoli, desideroso di soddisfare i propri appetiti.
Una minaccia, infatti, infesta le strade di una quanto mai spettrale Oxford. Una mostruosità sopravvissuta ai secoli e al progresso si cela nelle ombre e nessuno che si imbatta sul suo cammino potrà dirsi al sicuro.
Gli incubi diverranno realtà, quando i protagonisti di questa storia saranno costretti a trovare il modo di sopravvivere all’attacco di un vampiro.

Estratto:

Era intimorita. Continuava a scappare, svoltando a destra e a sinistra. Non ci aveva mai fatto caso a quanto sembrasse caotica quella città. Le appariva come un labirinto da cui voleva uscire il più in fretta possibile. Ma il terrore era tale da non riuscire nemmeno a trovare la via di casa. Tutto diventava spaventoso al buio. Anche il posto in cui credeva che la sua vita sarebbe cambiata, anche quella città straniera sulla quale aveva fantasticato per mesi prima di trasferirsi.

Ma perché si era trasferita?

L’oscurità la faceva tremare, come e più del freddo. I rimpianti la accerchiavano. All’improvviso si rimproverava di essere partita e di aver lasciato l’Italia. Pensava che Oxford sarebbe stata la svolta definitiva. Si sarebbe laureata nell’università più rinomata al mondo e poi tutto sarebbe stato in discesa. Sarebbe tornata a casa come una vincente.

Sì, aveva pensato a questo quando era stata ammessa all’università. Aveva pensato a questo quando aveva preso il volo che l’aveva portata in Inghilterra. Questi ricordi le annebbiavano la mente mentre scappava dal pericolo.

Nei momenti più spaventosi, però, quando si attenua l’adrenalina, sopraggiunge una glaciale lucidità. La consapevolezza di non poter uscire sani e salvi dalle situazioni disperate ti assale all’improvviso.

Adesso camminava, senza più guardarsi alle spalle. Non capiva come fosse possibile essersi allontanata così tanto dalle strade principali. Era finita in un reticolato di vicoli bui. Era fuggita, senza pensare a niente, senza pensare alla migliore via di fuga. Le gambe avevano reagito prima del cervello e questa poteva essere la sua condanna.

Una luce finalmente comparve davanti ai suoi occhi. A non più di cento metri la viuzza si immetteva in un viale illuminato dai lampioni. Sì, lì sarebbe stata salva. Non aveva una ragione per credere che fuori da quell’oscurità sarebbe sfuggita a ogni pericolo, ma aveva come un presentimento. Forse era soltanto l’istinto che la stimolava a non arrendersi. Era certa che nel viale illuminato nessuno l’avrebbe aggredita. Ricominciò a correre. A perdifiato. Sapeva che la luce era la salvezza, o almeno pensava che lo sarebbe stata.

Corse fino a quando un’ombra non le si parò davanti.

Si raggelò, immobile. Il sudore, sia freddo che caldo, si miscelò sulla sua pelle arrossata dallo sforzo. I capelli le si erano appiccicati alla testa, così come i vestiti. Una nuvoletta di condensa emerse dalla sua bocca e poi rivide gli stessi occhi che l’avevano terrorizzata.

Non ebbe il tempo di voltarsi, o forse non provò nemmeno a farlo. Si era rassegnata all’inutilità di quella fuga. Una mano si serrò attorno al suo collo sinuoso e strinse sempre più forte.

Alice gemette. Non aveva la forza nemmeno di urlare. Lacrime calde solcavano la sua guancia, mentre iniziava a pregare silenziosamente. Gli ultimi attimi della propria vita ti fanno riscoprire la fede, pensò rassegnata.

«Non voglio ucciderti» sussurrò l’uomo. La sua voce era calma, rassicurante. Allentò di poco la pressione attorno al suo collo. Alice tremò, mentre lui la spingeva verso il bordo della strada.

Le mani, il volto, la sagoma. Era un uomo, ma non lo sembrava. La sua forza era impareggiabile e i suoi occhi erano due rossi tizzoni di furia. Una furia ancestrale che la penetrava.

Si chinò su di lei e le sbottonò i pantaloni. Sapeva cosa stava per succedere e anche a quello non sapeva come si sarebbe potuta opporre. Doveva arrendersi e sperare che quel momento finisse in fretta. Si chiese persino se fosse disposta a tollerare tanto, pur di avere salva la vita. Si rispose di sì. Voleva solo uscirne viva, non importava come. Aveva iniziato a scendere a compromessi con la sua anima. La paura aveva annichilito ogni difesa.

Le tirò giù i jeans fino alle ginocchia. Aveva fatto tutto con una sola mano, mentre l’altra le serrava la gola.

Poi la creatura la baciò. Era un bacio vorace e sensuale. Un bacio caldo e gelido allo stesso tempo che fece quasi dimenticare ad Alice che quello che stava per avvenire non era altro che una violenza.

«Fermati, Virgilio.»

L’essere prono su Alice sibilò in direzione di un’ombra che si era materializzata poco distante da lui. Era una donna. Bionda, pallida, con i lineamenti eleganti e le curve morbide in un corpo atletico. Avanzava sui tacchi neri con inspiegabile destrezza, muovendosi al buio.

«E me lo impediresti tu?»

«Sì. Non ti temo e non ti temerò mai.»

«Mai più vorresti dire…» Virgilio rise e si dileguò rapidamente, lasciando andare Alice. La giovane svenne per lo choc, perdendo il contatto con la realtà.

La donna sui tacchi si avvicinò a lei e la rivestì. Con un gesto quasi materno passò una mano sui capelli lisci della ragazza che stava per essere aggredita. «Ti riprenderai, ne sono certa. Mi sono ripresa io e io ho perso molto più di te, mia cara.»

Una lacrima sgorgò dall’occhio destro della donna bionda che, infine, prese in braccio Alice, decisa a portarla in un luogo più sicuro di quel vicolo buio. Per quella sera le era andata bene. Virgilio aveva subito mollato la presa, e non era un atteggiamento comune per lui. Chissà perché aveva desistito con quella facilità?

Si sforzò di non pensare troppo e abbandonò l’oscurità di quel vicolo di Oxford.

immagine-per-linkTitolo: Cloude – Il Portale

Data di Uscita: 30 Giugno 2019

Genere: Modern Day Fantasy, Young Adult

Link d’acquisto cartaceo: https://www.amazon.it/dp/1075235219 

Link Ebook: https://www.amazon.it/dp/B07TSY1YVM

Quarta di Copertina:

Immaginate di trovare un mondo in cui poter fuggire quando realizzate che la vostra vita non ha sbocchi. Cloude è una dimensione parallela, piena di magia e sorprese. Un mondo in cui Susan Woods si imbatte per caso, nel momento in cui si rende conto di non avere le risorse per perseguire i propri sogni. Il contesto in cui vive e l’assenza di prospettive diventano insopportabili per lei, che inizia a desiderare di fuggire da tutto.

L’universo senziente di Cloude percepisce il suo richiamo e le permette di evadere dalla realtà che ha sempre conosciuto, per scoprirne una nuova. Nella realtà pacifica di Cloude, tuttavia, le cose sono cambiate e quello che è sempre stato un luogo sicuro e pacifico è, adesso, colmo di insidie, specialmente per gli esuli degli altri mondi. Tre portentosi stregoni, infatti, danno la caccia ai nuovi arrivati su Cloude, convinti di essere gli unici in grado di portare il progresso. Per ogni trasformazione è necessario un sacrificio, ma non mancherà chi sarà disposto a lottare per la pace.

Estratto:

Il freddo, prima soltanto lievemente percepito, sulle gambe nude, si trasformò in una sensazione reale.

Susan si ritrovò, all’improvviso, in un luogo diverso. Non era più nello scantinato. In quella familiare stanza con la moquette lisa e la carta da parati ingiallita dal tempo. Non era più in quel luogo con le mura crepate e la lavatrice che osservava silente la massa di scatoloni che si erano ammucchiati negli anni.

Adesso era in un bosco. Una dozzina di alberi si stagliavano davanti a lei. E dietro di lei non c’era più niente. Non c’era più il portale che l’aveva fatta finire là dentro.

Cercò di non sprofondare nel panico. Magari stava ancora sognando, magari era vicino casa e in breve avrebbe ritrovato la strada.

Tuttavia qualcosa la fece trasalire. Guardò giù e notò qualcosa di sorprendente. Stava camminando su una superficie morbida. I piedi affondavano in un terreno soffice, senza veramente sprofondare. Sentiva una sensazione di sospensione. Ma più di tutto notava che i suoi piedi si confondevano in quella che, a tutti gli effetti, sembrava una nuvola. Camminava su un manto di nuvole.

Non ci volle molto. Ancora una volta la sua testa ritornò a “Cloude”. In qualche modo si convinse di essere giunta nel mondo di cui aveva iniziato a leggere quel giorno. Era in una dimensione dove si camminava sulle nuvole ed esistevano portali in grado di farti viaggiare da un mondo ad un altro.

Non seppe, in quei momenti, se percepisse più lo stupore o il freddo, che iniziava a intirizzirla. Il buio era fitto e solo quella che sembrava essere una luna dorata rischiarava appena l’ambiente circostante, permettendole di scorgere i possenti alberi nodosi, che la attorniavano.

Desiderò per un attimo di indossare abiti più pesanti della sua camicia da notte. Soltanto quello: vestiti più pesanti. Per un attimo non desiderò nient’altro.

Provò a scuotersi, a darsi un pizzicotto, poi. Ma niente. Non stava dormendo. Non poteva essere nemmeno quella la via di fuga dalla situazione in cui si era cacciata per via della sua stupida curiosità.

Ansimò, angosciata, ritrovandosi inerte, di fronte a un ambiente che non conosceva e che la faceva sentire indifesa, così come si era sentita indifesa nei travagliati sogni di quella notte.

Tutto di quell’atmosfera lugubre la intimoriva. Gli stessi rami, illuminati debolmente da quel satellite dorato, sembravano lunghe mani pronte ad afferrarla, artigli pronti a ghermirla.

Forse era solo la suggestione. Ma Susan stava provando una delle sensazioni più naturali per un essere umano: aveva paura di ciò che era ignoto. Era terrorizzata da quel posto oscuro e sconosciuto.

Un brivido le percorse la schiena. Tremò per un istante. Il pianto era ormai vicino. Si sentiva frustrata; si rendeva conto di non sapere né come né dove fuggire, né tanto meno immaginava come sarebbe potuta ritornare a casa.

Il freddo si faceva pressante e la tenebra sembrava, minuto dopo minuto, sempre più fitta e inquietante. Questo, almeno fino al momento in cui non ci fu un rumore e vide una figura avvicinarsi.

Era una donna che, come Susan, affondava le gambe in un tappeto di nuvole grigiastre, che riflettevano parzialmente i raggi di quella luna così strana. La donna aveva una figura esile, come quella di Susan, sebbene fosse certamente più bassa. Anzi, era davvero bassa, non più di un metro e quaranta, pensò Susan.

Quella donna così minuta trasalì appena scorse Susan. Lei, invece, quasi pietrificata restò immobile, facendosi illuminare dalla luce di una lampada ad olio che la minuscola donna portava con sé.

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Titolo: Ancora Addio

Data di Uscita: 20 Ottobre 2019

Genere: Romance

Link d’acquisto: https://amzn.to/33M4P5f

Quarta di Copertina:

Il primo amore non si scorda mai? Non è sempre vero, ma lo è per Giada e Remo. Un amore nato fra i banchi di scuola che sembra destinato a durare per anni, anche nelle attese, nei momenti bui e nelle distanze.

Se ci venissero a dire che l’amore giovanile è la nostra unica meta possibile, ci metteremmo a ridere. Se ci dicessero che non si può scordare un amore adolescenziale, rimarremmo di stucco. Ma l’amore non è una regola. Anzi, l’unica cosa che sappiamo sull’amore è che non è mai prevedibile. A Remo e Giada capiterà di scoprire il senso dell’espressione “anime gemelle” e toccherà confrontarsi con una realtà pronta a distruggere ciò che appariva indissolubile.

Tra Londra e la Puglia, due giovani coltivano il sogno di ritrovarsi, malgrado le contingenze, gli ostacoli e le strade interrotte. Per loro sarebbe più facile dirsi addio, ancora e ancora addio. Ma il destino non è sempre più forte dell’amore e gli addii non voluti non sono mai definitivi.

Estratto:

Giada si abbassò e stampò le sue labbra sulla guancia di lui. Un bacio fuggente e dolce, che sapeva di strade interrotte. Le labbra umide di lei erano già un preludio alla nostalgia che avrebbe provato, nei giorni a venire. Chissà per quanto tempo avrebbe bruciato quell’addio? Una ferita accesa nel petto, sulla pelle che era stata cuscino per il riposo di lei.

La ragazza iniziò ad allontanarsi, ciabattando sulla sabbia via via più fresca, ora che la sera si faceva sempre più prossima.

Remo non poté fare a meno di voltarsi, di fissarla. Era un pezzo di se stesso che si allontanava già. Era un dolore che non riusciva nemmeno a comprendere. Ci sarebbe stato tempo, però, per metabolizzare. Tutto si supera, in fondo. Anche l’amore che cammina lento, sulla sabbia, via da te. Anche l’amore che ti volta le spalle, dopo gli anni passati a rincorrerlo.

SOS COME TI SBLOCCO IL ROMANZO (1)Titolo: SOS Come ti sblocco il romanzo

Data di uscita: 9 Dicembre 2019

Genere: Manuale di scrittura

Link d’acquisto: https://amzn.to/2YxKXkU

Quarta di copertina:

Quanti di noi si approcciano alla scrittura? Abbiamo tutti il desiderio di trasformare in un libro una grande idea o un momento particolarmente importante della nostra vita.

Narrare, per alcuni, è un’esigenza irrefrenabile, ma non abbastanza forte da vincere i dubbi, le esitazioni e le difficoltà.

Dopo aver letto libri improponibili e capito quanto sia difficile creare un prodotto letterario all’altezza, abbiamo preferito accantonare il nostro desiderio di scrivere e di raccontare.
Ma abbiamo fatto un errore: forse non tutti potremo diventare i nuovi Manzoni o D’Annunzio, ma tutti abbiamo la possibilità, con il duro lavoro e con la giusta determinazione, di creare un prodotto che non appaia amatoriale.

Questa guida è il primo passo per iniziare a scrivere.
Contiene regole di scrittura creativa di grandi autori, consigli pratici provenienti dal mondo e una serie di opinioni espresse direttamente dai lettori.
Un ottimo modo per capire come mettere mano ai nostri progetti e quali sono i passi che l’aspirante scrittore deve fare verso la realizzazione del suo primo romanzo!

Estratto: 

Esistono sfortunatamente due eccessi: chi non ha nemmeno un’infarinatura di scrittura creativa e scrive e chi, invece, sa scrivere, si documenta e non scrive mai.

Una volta ho letto un’intervista in cui il direttore di una rivista letteraria affermava quelli che sono i requisiti per farsi notare, per scrivere in modo adeguato. E non si tratta di qualcosa di paranormale. Diceva che bastava avere dei rudimenti basilari di scrittura creativa, una corretta grammatica e aver letto tanti libri durante la propria vita.

rudimenti di scrittura creativa servono per capire alcune regole su come si “racconta” una storia, su come trasformare un’idea in qualcosa di fruibile da terzi.

La corretta grammatica è un prerequisito essenziale (ma per la vostra vita, in generale, piuttosto che per diventare scrittori).

Aver letto tanti libri ti permette di essere critico con te stesso, ti permette di capire se quello che hai scritto potrebbe essere paragonabile a quello che hai letto, se potrebbe entrare in qualche settore del mercato editoriale e se potenzialmente potrebbe attirare un pubblico. Leggere tanti libri ti aiuta a capire quando sei in grado di scrivere in modo professionale e non amatoriale. Più di tanti altri strumenti, che non potranno mai surrogare la necessità che l’autore sia anche un lettore.

Però, se ci pensate un attimo, questi tre requisiti non sono mica qualcosa di trascendentale. Quindi, cari scrittori insicuri, se pensate di avere questi tre requisiti datevi una spinta, lanciatevi, credete in voi stessi. E, vi assicuro, se davvero li possedete tutti e portate avanti il vostro impegno in maniera seria in ogni caso scriverete qualcosa di migliore di tanti altri libri che vengono costantemente pubblicati e che, magari, hanno pure successo editoriale. Il talento, la qualità letteraria, infatti, sono cose che c’entrano relativamente poco col successo commerciale, ma di questo ce ne occuperemo in seguito.