Un anno fa scrivevo che la seconda stagione di How I met your father avrebbe potuto fare di più, dare di più e fare ricredere gli scettici. Erano state, infatti, numerose le critiche alla serie creata da Isaac Aptaker e Elizabeth Berger.
Mi rendevo conto che, malgrado le puntate non sempre brillanti, gli showrunners avevano portato in scena un materiale interessante, con molti personaggi, dinamiche e soprattutto un concentrato di buoni sentimenti.
Peraltro, avevo notato che si parlava di relazioni in modo più autentico e genuino di quanto non avesse fatto la serie originale – How I met your mother -, quanto meno nelle prime stagioni.
Se nella prima stagione c’erano dei semi di qualcosa che poteva diventare buono, la seconda stagione della serie – visibile in Italia su Disney Plus – è stata un letterale disastro.
Mi sono chiesto più volte cosa mi spingesse a continuarne la visione. E pensare che io in questa serie ci speravo molto. Uno show che ruota attorno al trovare la persona giusta in un periodo storico e sociale in cui i legami sono sempre più fragili aveva il suo senso di esistere. Ma gli showrunners e gli sceneggiatori non hanno saputo o voluto creare un prodotto serio.
La seconda stagione di questo spinoff è una serie demenziale che non sa di niente, un’accozzaglia di battute tristissime e sterotipi enfatizzati a dismisura incastonati in una stagione con una trama estremamente prevedibile.
Sapete cosa mi ha ricordato? Mi ha ricordato le ultime stagioni di New Girl, quando lo spirito autentico dello show era venuto meno per una serie di ragioni ed era rimasto al centro della storia questo strano sentimento che comunque legava la protagonista a una controparte quanto meno bizzarra. Jesse, infatti, è un personaggio che esce distrutto da questa seconda stagione. Lo vediamo come un concentrato di stupidità e sottoneria (passatemi il termine).
Va altresì sottolineato che le trame dei singoli episodi sono stantie. Sceneggiatori e registi hanno attinto a piene mani a episodi “classici” della storia delle sitcom (in molti casi, hanno voluto riproporre tropes e archetipi di Friends), senza però modernizzarne i contenuti e rinfrescare la verve di certi sketch.
Anzi, abbiamo assistito a una sfilza di puntate con battute incommentabili costantemente montate con i suoni della risata. Una roba che manco negli anni Novanta avrebbe funzionato.
Hilary Duff ci ha provato in ogni modo. Si vede che ci teneva tanto alla serie e ha regalato scene “iperdrammatizzate” che stonavano un po’ con l’atmosfera generale della serie. Era un sottomarino che affondava e lei provava a fare l’attrice “seria”, a dispetto di una scrittura dei dialoghi a dir poco scadente.
Tirando le somme, chi ha lavorato dietro le quinte e plasmato le storie e la sceneggiatura di questo show ha dato vita a un prodotto mostruosamente brutto e inattuale che ha meritato (più volte) la cancellazione, puntualmente arrivata.

che titolo perentorio
mi spiace molto per lei, so che ci teneva molto e aveva molto spinto per questo spin-off
"Mi piace"Piace a 1 persona
Dispiace anche a me ma hanno fatto un lavoro pessimo dietro le quinte
"Mi piace"Piace a 1 persona