La disillusione de L’Attacco dei Giganti come specchio del presente

Ma se il finale non fosse frutto di immaturità e “pazzia” giovanile? Ciò che mi pare evidente è che Isayama stia “sottovalutando” la qualità del suo finale e anche sminuendo l’humus culturale circostante che non può non averlo influenzato. Il finale di L’attacco dei giganti è, in definitiva, il risultato inevitabile di un’assenza di fiducia nell’umanità. Il ciclo dell’odio che si ripete non è una scelta insolita di un narratore, ma una convinzione socio-filosofica fortemente radicata in una società che ha perso pilastri e riferimenti superiori.

Instagram ci vuole stalker: i rischi di Instagram Plus

Mentre il Parlamento Europeo e la giurisprudenza statunitense portano avanti battaglie contro Meta e, in generale, il design che crea dipendenza dei social media — nelle ultime settimane è arrivato lo stop allo scroll con Instagram che ci chiede se non sia il caso di “prendere una pausa” per queste ragioni —, il social lancia un aggiornamento in controtendenza. Il nuovo aggiornamento legittima e asseconda pulsioni latenti nella nostra società, sintomo di una fragilità psicologica che è sia causa che conseguenza di relazioni umane frammentarie, non sane e vissute più sugli schermi che nella vita reale.