Forse non è più così in auge la Cancel Culture come qualche anno fa, ma un personaggio inspiegabilmente sfuggito sempre a tale fenomeno è l’autrice di Harry Potter. J. K. Rowling, pur essendo una delle autrici più popolari al mondo, è rimasta in una zona grigia. Controversa ma mai bandita. Ci siamo sperticati addirittura in critiche per Roald Dahl, censurato per il linguaggio utilizzato, e stiamo parlando di un autore classe 1916, ma non c’è passato per la mente di censurare i libri di Rowling o di “cancellare” l’autrice che, nell’ultimo decennio, sembra aver deciso di assumere i tratti di un villain Disney, che brinda per le mancanze di tutele nei confronti delle persone trans.
Cosa ho letto nel 2026 (finora)
Come molti sapranno, sono stato a lungo ricoverato e ora mi aspetta una lunga convalescenza con terapie altrettanto LUNGHE. Non ho tantissime energie per leggere, ma voglio fare un recap di quello che ho recuperato tra prima del ricovero e dopo il ricovero, nei pochi giorni di questo 2026 in cui sono effettivamente riuscito ad applicarmi nella lettura.
Recensione di Luce Sporca di Emily C. M.
Luce sporca segue le vicende di Elsa, una giovane studentessa che, tra le prime, nell’Italia del primo Novecento si approccia agli studi liceali. E proprio tra i banchi di scuola nasce un interesse romantico per il proprio professore, Silvio. Lui ha diciannove anni, lei, all’inizio, dodici e la storia che nasce fra i due non può che essere segreta. La storia di Elsa è complessa e non priva di intoppi e grandi delusioni, fino a un finale tragico che dà una svolta all’intero romanzo, cambiandone completamente l’atmosfera.
Recensioni flash: Festa con casuario, Spinoza e popcorn e Una stanza tutta per sé
Aggiornamento di lettura di gennaio 2026.
Dalia nera di Piu Eatwell: un approfondimento imperdibile su un cold case affascinante
Il caso della Dalia Nera ha riscosso successo soprattutto per il soprannome attribuito alla vittima – Dalia nera -, soprannome che fu una trovata giornalistica che accese i riflettori su un macabro delitto, a oggi ancora irrisolto.
La serie “Heated Rivalry”: molto più di fanservice e sessualità gratuita
Oggi, tuttavia, non posso astenermi dal parlarne perché Heated Rivalry è uno di quei prodotti che lascia il segno, che ti cambia, e che, a mio avviso, cambia anche il modo di rappresentare le storie gay. Questa serie canadese, per come la vedo io, diventerà presto una pietra miliare, a cui guardare come paragone per tutti i film e le serie televisive che ruotano attorno a un romance LGBT.






