Anche in questo mese, maggio 2026, continuo la tradizione dei Wrap Up mensili.
Un paio di letture mi sono rimaste parecchio impresse, non è andata male. E a voi?
Ecco le mie letture di questo mese:
BUTTER DI ASAKO YUZUKI
Un libro illuminante sulla cultura giapponese. Non ero a conoscenza di tutte le pressioni che gravano soprattutto sulla figura femminile in Giappone. Ci sono legami con la cultura occidentale, in relazione al cibo, ma forse noi siamo più democratici. Ormai anche gli uomini vengono malvisti, se non sono di aspetto curato e non hanno un buon regime d’alimentazione.
La storia che ricalca anche eventi di cronaca nera — un eclatante caso di una donna giapponese che avrebbe portato alla morte i partner — va oltre, però, la riflessione sul cibo e sull’aspetto. Ci parla di solitudine volontaria e involontaria e di come essere coerenti con sé stessi, a volte, porti su un sentiero solitario.
Valutazione: 4.5 su 5
ALLE LUCI DELL’AURORA DI CECILIA ORLANDI
Il problema di questo libro non è il cosa ma il come. È una storia che parla di fragilità umane, di amore omosessuale. Lo fa con tenerezza ma con uno stile barocco, sovrabbondante. Il linguaggio di TUTTI i personaggi è inverosimile: sono tutti così sensibili da sembrare filosofi in questo romanzo. Poi, però, a volte, il linguaggio da enfatico/retorico ha delle discese sul burocratico/giuridico difficili da spiegare. I dialoghi sono la parte peggiore, anche se comunque anche la ridondanza dei giudizi esterni sulle situazioni e l’utilizzo costante di termini più enfatici e ricercati che precisi denota una certa volontà di impressionare il pubblico piuttosto che di farlo immergere nella storia.
Può anche piacere uno stile così demodé, per carità, però mi chiedo perché le recensioni non si soffermino sullo stile così chiaro e presente dell’autrice. Mi sono fatto affascinare dalle recensioni e in nessuna era chiaro cosa mi sarei dovuto aspettare dal tono di voce di Orlandi.
Un libro con buoni sentimenti e riflessioni corrette sulla società e sulle difficoltà del coming-out, ma, ribadisco, lo stile non è per tutti perché è troppo poco contemporaneo e nei dialoghi diventa poco credibile.
Valutazione: 2.5 su 5
POLVERI SOTTILI DI GIANLUCA NATIVO
Una lettura che mi ha sorpreso; era da tempo che non leggevo un libro in grado di restarmi così addosso. Michelangelo ed Eugenio sono diversi, problematici, in difficoltà con la crescita. Il mondo degli adulti fa paura e sembra non esserci un vero spazio per le relazioni né per chi è rivolto troppo al sé né per chi vive in funzione degli altri. Scritto divinamente. Bello, bello e molto realistico.
Valutazione: 5 su 5
PUREZZA DI GARTH GREENWELL
Romanzo molto schietto sulla condizione degli omosessuali a Sofia. La Bulgaria appare un mondo lontano e arretrato, anche per chi vive in paesi non proprio progressisti come l’Italia. Ci sono degli sprazzi piacevoli, una scrittura corposa che non diventa stucchevole, ma non è il capolavoro che mi aspettavo prima di iniziarlo. La disomogeneità della struttura impedisce di penetrare a fondo nella trama, come si vorrebbe.
Valutazione: 4 su 5
IL PURGATORIO DELL’ANGELO DI MAURIZIO DE GIOVANNI
Di solito i gialli che leggo mi paiono tutti forzati, questo no. Ha un suo filo logico, forse soltanto alla fine, col secondo omicidio, si esagera un po’. Impianto solido, lo stile è un po’ “antico”, ma ai suoi pregi soprattutto nelle discese sentimentali. I dialoghi, a tratti, inverosimili. Non un capolavoro, ma un giallo più convincente della media.
Valutazione: 3.5 su 5
HEATED RIVALRY DI RACHEL REID
Sarei tentato di citare Fantozzi e la famosa cac**a pazzesca in merito al libro da cui è stata tratta una serie TV che personalmente non m’è dispiaciuta.
Se della serie apprezzi che il sesso sia codice comunicativo prima e molto più dell’amore (una ventata di verità in mezzo a una letteratura boys love che descrive gli uomini gay in maniera eteronormativa e dipendenti dal pensiero dell’amore eterno), del romanzo sono riuscito ad apprezzare molto meno.
Ci sono frasi stucchevoli, brutte, continui salti di POV, irruzioni del punto di vista dell’autore e le scene di sesso sono davvero TROPPO lunghe. Per un media che non può ricorrere ad altro che alle parole (al contrario di un prodotto audiovisivo), lo storytelling necessitava di qualcosa in più per tenere coinvolto il lettore. Belle due scene che salvano il salvabile: il cottage e il confronto coi genitori di Shane.
Valutazione: 2.25 su 5
