“Se i romanzieri scrivessero onestamente delle loro vite non li leggerebbe nessuno – e giustamente!”
Con Sally Rooney ho avuto in passato un rapporto contrastante. Il suo romanzo più celebre non mi ha convinto, ma ho adorato poi “Parlarne tra amici”.
È per questo che ho deciso di leggere “Dove sei, mondo bello”.
Il romanzo in discussione parla di Eileen e Alice, due amiche che iniziano a vivere lontane l’una dall’altra. La prima decide di esplorare uno dei più grandi interrogativi della sua vita e provare a vivere una relazione con un uomo che ha sempre fatto parte della sua vita ma che ha sempre ritenuto impenetrabile a livello emozionale. Alice, invece, prova a reinventarsi lontana dalla città. Va a vivere al mare, dove si sforzerà di convivere con i suoi problemi di salute mentale e a portare avanti una serie di impegni dovuti alla sua carriera da scrittrice di successo. Nella nuova realtà, conoscerà Felix, un ragazzo pansessuale (?) con cui intraprenderà una relazione sentimentale.
“Io mi ritrovo qui a scriverti un’altra mail a proposito di sesso e amicizia. C’è altro per cui valga la pena vivere?”
Come sempre, la Rooney è eccellente nel descrivere le relazioni moderne, siano esse di amicizia o d’amore. Anche questa volta, le relazioni al centro della storia sono parecchio disfunzionali.
Per certi versi, mi sono domandato: non vale la pena scrivere relazioni amicali o romantiche che non siano controverse o semplicemente i lettori si immedesimano di più nei rapporti disfunzionali perché molto più diffusi al giorno d’oggi?
Mio malgrado, la mia vita mi ha insegnato che le relazioni funzionanti sono un’eccezione. Per questo, sono stato enormemente coinvolto dalle dinamiche descritte in “Dove sei, mondo bello”. E com’è successo a me, credo potrebbe succedere a molti lettori.
Alcune scene di questo romanzo prendono a pugni il lettore con una spietata rappresentazione delle nevrosi moderne e dei fenomeni relazionali della nostra epoca. In particolar modo, mi ha colpito la durezza di un confronto fra Felix e Alice. Felix è agli antipodi da qualsiasi ideale di romanticismo. È un uomo che non fa altro che mettere a confronto sé stesso con la partner, che antepone i propri bisogni e problemi a quelli dell’altra e che, alla fine, pretende che vada bene così. Lui rimane, anche se il loro non è un amore romantico, disinteressato. Il fatto stesso di rimanere viene considerato abbastanza da Felix che, in più di un’occasione, si autoassolve per i propri sbagli nella relazione con Alice.
Nel complesso, è un libro ben scritto, tagliente e che cattura l’umanità contemporanea. Una lettura che mi ha pienamente soddisfatto.

