Recensione di “L’amore invisibile” di Eric-Emmanuel Schmitt: una raccolta di racconti che stupisce

“Il dolore non si discute”.

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Quando mi sono approcciato a “L’amore invisibile” di Eric-Emmanuel Schmitt non mi sarei aspettato la raccolta di racconti che mi sono ritrovato per le mani.

È una raccolta, però, che non delude e ci parla davvero di tanti modi (più o meno) invisibili di amare. L’amore genitoriale di una coppia omosessuale per il figlio di una donna resiliente ma sfortunata, l’amore di un cane per un reduce dal campo di concentramento, l’amore di un uomo per una vedova attraverso l’ossequio per il genio del primo marito di lei, l’amore per un figlio mai avuto, l’amore per un nipote e per un figlio, odiati in alcuni momenti a causa di sentimenti e bassezze terrene.

Non è una raccolta melensa, sdolcinata. Ritengo, anzi, che solo la prima storia sia una vera e propria storia d’amore. I sentimenti che pulsano nel primo racconto valgono da soli il prezzo del biglietto. Schmitt ti porta in un viaggio fatto di tanta umanità, di amore e di disamore, di incertezze, paure e voglia di costruire relazioni.

Poi, gli altri quattro racconti alternano le tematiche sentimentali a sprazzi di ironia e follia, in un susseguirsi incessante di colpi di scena. Come un pittore surrealista, Schmitt ha una passione per creare stupore e sorpresa nel lettore.

Non tutto di quello che ho letto in questa raccolta mi ha lasciato il segno, ma ho sicuramente apprezzato la lettura.

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