Recensione di Friends, amanti e la Cosa Terribile: come Matthew Perry si è donato al pubblico

“Ero rumoroso e bisognoso di attenzioni, e la risposta era una bella pillola”.

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Friends, amanti e la Cosa Terribile era una lettura che mi ripromettevo di fare da molto tempo. avrei sperato di poterlo recuperare con maggiore leggerezza. Invece, arrivo a leggerlo alcuni mesi dopo la morte di Matthew Perry, autore di questa autobiografia.

Il tema centrale in questo libro è la dipendenza, quella che Perry ha soprannominato, per l’appunto, la Cosa Terribile. La sua autobiografia doveva essere un punto di svolta, una ripartenza, un esempio per chi, come lui, combatte e ha combattuto con le dipendenze.

Io spero che questo lascito colga nel segno e faccia bene a tante persone, nonostante la triste fine dell’autore. Matthew Perry, alla fine, non è morto per la droga o per l’alcol, ma per i demoni interiori che ne erano la causa.

È molto potente leggere il modo in cui l’attore divenuto famoso per Friends parla tanto delle sue paure irrazionali quanto del suo smodato bisogno di attenzioni. Ti fa capire che, a volte, le dipendenze non sono causa di scelte sbagliate. Qualcuno nasce programmato male, e non basta tutta la terapia del mondo a tirarti fuori da un percorso di vita in cui proverai da solo a ucciderti, più e più volte.

Il libro è brillante, è scritto a cuore aperto. Non mette filtri. Perry si descrive come una persona debole ma che non si è mai arresa, spaventata, alla ricerca disperata di colmare un vuoto ma senza propensione per il suicidio. Si descrive anche come uno stronzo, senza mai edulcorare la pillola. Rivela retroscena, si mette su pubblica piazza e fa quello che in pochissimi personaggi noti fanno. Si offre senza remore al suo pubblico. Per questo, mi viene da dire che non soltanto Perry è un bravo scrittore ma anche una persona che non ha pensato solo al denaro o al darsi uno scopo con un’autobiografia. Ha scritto qualcosa che andava scritto, non ha confezionato un prodotto per lucrarci su, come fa più o meno qualsiasi vip che scrive un’autobiografia e censura tutte le parti che un suo fan vorrebbe leggere per lasciare sulle pagine tutte le informazioni già di dominio pubblico.

È un libro forte, che ti fa capire davvero cosa significa essere malati mentalmente e ti apre gli occhi. Un libro che consiglio fortemente.

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