L’ho finalmente recuperato. Non nel modo tradizionale, ma comunque l’ho recuperato…
Ho, infatti, ascoltato un classicone che mi ripromettevo di leggere da tanto, tantissimo tempo. Sto parlando di “Il canto di Natale” di Charles Dickens, opera celeberrima e perfetta da godersi in questo periodo dell’anno.
Ho scelto per l’ascolto – su Audible – la versione di “Il Narratore s.r.l.” con lettura di Alberto Rossatti, che ho trovato un eccellente interprete per l’opera dickensiana.
Per chi non lo sapesse (ma credo davvero che non esista al mondo chi non conosce Il canto di Natale), il libro ci parla di un vecchio scapolo taccagno di nome Ebenezer Scrooge che, durante la notte di Natale, riceve la visita di tre spettri, ovvero quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. Questi spiriti soprannaturali cercano di aprire gli occhi a Scrooge, facendogli vedere la vita da un’altra prospettiva.
È una storia di seconde opportunità, che ci spiega l’importanza di aprire il cuore verso il prossimo. Che sia per riguardo allo spirito del Natale o meno.
Sono rimasto ammaliato dalla scrittura di Dickens. Le descrizioni dell’autore britannico sono ammalianti e mai barocche. Una perfetta combinazione di storia semplice e funzionante e di stile ricco ma mai eccessivo. Le pennellate con cui crea le scene e plasma i personaggi Dickens sono esempio di una maestria ineguagliabile. Una scrittura così “visiva” si è sposata alla perfezione con la fruizione tramite audiolibro.

