“Complimenti per essere arrivati fino a qui. Ora dimostrate ancora una volta il vostro coraggio con una seduta spiritica”.
Salve amici! Oggi vi parlo della raccolta di racconti della mia amica Kishu Shandra intitolata “I racconti della Ouija” (che io non so pronunciare e, su suo suggerimento, chiamo la tavola Luigia).
In questa raccolta tutti i racconti gireranno attorno alla tavola Ouija. Aspettatevi tutto quello che un amante dell’horror dovrebbe aspettarsi. La raccolta ruota tutta attorno alle emozioni primarie, incandescenti, intorno soprattutto alla paura. C’è rabbia, c’è vendetta ma c’è soprattutto terrore nelle storie di Kishu che non va mai per il sottile e rielabora tanti tropes e archetipi del genere, partendo da un presupposto che è il vero leit motiv della raccolta: la curiosità dell’uomo verso l’occulto.
Amanti, Essere in cima, Specchio, Risveglio e Lui sono stati i miei racconti preferiti.
Mi sento di dire che Kishu dovrebbe uscire un po’ fuori dalla sua zona di comfort. Penso proprio che dei racconti lunghi riuscirebbero davvero a fare uscire il meglio dalla sua penna. Ha una scrittura molto immediata e se desse al lettore il tempo di affezionarsi ai suoi personaggi scriverebbe delle vere perle. Questa è una mia riflessione personale dato che come lettore ho bisogno di provare una forte empatia verso i personaggi e la psicologia mi attrae più della “visività” della narrazione.
Lo stile di Kishu, comunque, mi ha davvero colpito. Penso che soprattutto nel panorama indie italiano, circolino troppe penne pretenziose che confondono il ricercato con il letterario. Kishu, invece, ha uno stile chiaro, diretto, scorrevole e visivo. Perfetto per il tipo di storie che scrive.

