“Si chiese se dopo tanti anni non avrebbe dovuto prendere in considerazione l’idea di dimenticare. Dimenticare? Che roba è?”

Patria è un romanzo universale, uno di quelli che ti fanno conoscere il mondo un po’ meglio e ti lasciano una traccia, dopo la lettura.
La storia raccontata da Aramburu ci porta in Spagna, in un periodo di estrema tensione e fermento riguardo alla questione basca, con numerosi episodi di terrorismo violento da parte del gruppo indipendentista chiamato ETA.
È la storia di due famiglie, distrutte dal terrorismo, e dalla morte di un capofamiglia a causa di un attacco a cui ha collaborato anche uno dei figli, appartenente all’altra famiglia.
“Lo vedi. Le vittime danno fastidio.”
È un romanzo atipico, un libro che incrocia alcuni elementi dello storico e alcuni della saga familiare. Ma è soprattutto un libro che parla di amicizia e di società.
Sono svariati gli interrogativi che suscita nel lettore. In primis, si può dimenticare un evento drammatico che ci ha coinvolto? Si può perdonare anche un evento che ha causato la morte di un nostro caro?
“Adesso c’è la pace. La cosa migliore è dimenticare.”
Patria è un romanzo che non lascia indifferente e scolpisce numerosi personaggi tridimensionali e fragilmente umani. Quasi tutti i protagonisti di questa vicenda sono caratterizzati da una grande umanità, da una forte propensione verso gli altri e la vita. Tutti, a parte Miren e Joxe Mari. La prima si lascia trascinare da un’invidia fatta tanto di materialismo e poco di ideali, il secondo, invece, segue pedissequamente gli obiettivi dei terroristi indipendentisti, senza veramente riflettere sui valori della causa e i valori che intende riconoscere nella sua esistenza.
“Ci sforziamo di dare un senso, una forma, un ordine alla vita, e alla fine la vita fa di noi quello che le va.”
Ho apprezzato moltissimo questo romanzo, nonostante abbia trovato un po’ ripetitiva una fase più o meno al centro del romanzo, in cui sembrava non ci fossero nuove informazioni o eventi decisivi, capaci di dare una svolta alla storia.
“Mi piacerebbe aprirti un foro sulla fronte per affacciarmi di tanto in tanto nel tuo cervello e scoprire quello che pensi e quello che provi.”
Consiglio questo romanzo, in grado di trascendere la peculiarità socio-politica del contesto della storia e di coinvolgere ed emozionare il lettore.
“Alla fine, vince sempre l’oblio.
