“Anch’io ho la sensazione che vadano tutti via”.
Di me non sai di Raffaele Cataldo è un romanzo che mi aveva incuriosito, dopo averlo intravisto sui social. Però, ammetto che questo romanzo ha superato le mie aspettative.
Di me non sai parla di Lucio e della solitudine omosessuale di chi è sempre alla ricerca e non trova mai, di chi si ritrova accanto un’assenza costante, l’assenza di tutte le partenze, i mancati ritorni, gli addii a stretto giro di posta.
Lucio incontra Davide, un ragazzo molto più giovane, bello e desiderabile. Un ragazzo che vive l’assenza dell’uomo che amava, incapace di vivere la relazione con lui alla luce del sole. Davide è alla costante ricerca di qualcuno che è scomparso, che lo ha tagliato fuori per vigliaccheria, e che il giovane ricerca in uomini più grandi, alla ricerca di conforto, di denaro o di distrazione. Tutto pur di eliminare il dolore della mancanza. E nel suo percorso incrocia Lucio che si innamora di lui, ne diventa ossessionato.
“Manda avanti conversazioni interminabili con lui nella sua testa, e le ore scorrono tra ipotesi di dialoghi che lo commuovono, lo accendono, lo fanno arrabbiare”.
È un romanzo che mi è bruciato dentro. Cataldo ha catturato tutta la disperazione delle chat d’incontri, della solitudine della comunità omosessuale. Mi ha ricordato le sensazioni provate nella visione di Estranei di Andrew Haigh. In qualche modo, si guarda sempre un po’ al passato, quando si deve parlare di solitudine nella comunità omosessuale, come se le cose siano cambiate drasticamente ultimamente. Io credo, però, che il cuore pulsante di Di me non sai sia ancora attualissimo. C’è ancora una fortissima e disperata istanza di compagnia e di amore, che si scontra con le combinazioni infelici, con gli incontri squallidi, con il sesso da discount.
Di me non sai è una lama che affonda nell’anima e non rivolge pietà al lettore.
È un libro che mi resterà in testa e che non dimenticherò con facilità. Credo che nella letteratura omosessuale, in genere, bisognerebbe dare più spazio a tutto il dolore della solitudine che ancora rimane un male di una realtà sociale di minoranza, che non sempre trova contesti in cui esprimersi serenamente.


Grazie per la tua bellissima e toccante recensione.
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Grazie a te per la lettura ❤️
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