Ci ho messo tanto – tantissimo – tempo, ma alla fine ce l’ho fatta.
Non sono un giocatore abituale, ma ci tenevo a finire questo gioco: Digimon Survive. Non solo perché ho un legame affettivo con questo gioco, in quanto un regalo della mia migliore amica, ma anche perché, da ragazzino, ero legatissimo alla storia dei Digimon.
Ma passiamo alla recensione vera e propria:
Digimon Survive, gioco della Bandai, rilasciato nel 2022, è una visual novel, che offre un’esperienza di gioco rilassante al pubblico. Il videogiocatore, infatti, si troverà a vedere e “leggere” una storia, potendo inserirsi nello sviluppo della trama con le proprie decisioni. E, credetemi, le decisioni che si prendono, nel corso della trama, hanno un’influenza decisiva sullo scorrere degli eventi.
Ho persino scoperto che, con le mie decisioni, ho “ucciso” una serie di compagni di avventura.

Come detto, l’esperienza videoludica ricorda molto l’attività della lettura. Il gioco vero e proprio non surclassa come tempo o spazio la lettura, e questo può essere un pro e un contro.
Alla fine, da lettore forte, preferirei utilizzare i videogame per occupare il tempo in modo più attivo, ma mi rendo conto anche che i titoli di Switch sono spesso meno “combattuti” e con esperienza diretta, rispetto a quelli di altre console (senza voler fare di tutta l’erba un fascio).
Nel gioco sono reclutabili 113 Digimon, che possono essere equipaggiati e fatti evolvere con perizia e con strategia dai giocatori che possono scegliersi una schiera nutrita di alleati, indispensabili soprattutto per le fasi finali del gioco.
A livello di strategia, ricorda un po’ Pokèmon, ma con la differenza che si ha dominio anche del campo di battaglia, delle posizioni e si hanno a disposizione attacchi combinati, qualora si instauri affinità fra i Digimon schierati. Ma la differenza significativa è che in Digimon la protagonista è la trama, spesso carente nei videogame Pokèmon. Pecca dal punto di vista della libertà, però: le possibilità di esplorazione sono, in effetti, assai limitate.
Una run dura circa 40 ore e riesce a rispolverare vecchi ricordi, sfruttando una storia rodata e intrigante come quella di questo gruppo di ragazzi finiti in un’altra dimensione parallela (Digimon è un Isekai), piena di pericoli e misteri. Sicuramente, la storia non è per bambini. Direi che è un buon gioco per quella fascia d’età che va dalla scuola media in poi.
L’aspetto che più ho amato è stato quello dei disegni e delle illustrazioni, che hanno reso sempre affascinanti gli sfondi della storia.
