L’antico amore di Maurizio De Giovanni: l’amore vero oltre la retorica

“L’amore vero, quello che nutre ed affama, quello che ti uccide e ti fa rinascere. Non certo l’amore studiato da psicologi e perfino da sociologi, che lo distendono, arreso su un tavolo di marmo e operano una dissezione anatomica, un’autopsia che presume, in quanto tale, un cadavere e non il corpo vivo dell’amore”

L’antico amore è stato il mio ultimo ascolto su Audible. Era da un po’ che mi ripromettevo di leggere un romanzo di Maurizio De Giovanni, avendo letto opinioni contrastanti sull’autore.

Nonostante un certo scetticismo, ammetto che l’opinione sul romanzo è positiva.

Certo, all’inizio, mi sono chiesto se valesse la pena concludere l’ascolto e sono stato tentato di mollarlo. Ho trovato, infatti, l’opera, per alcuni tratti, decisamente troppo retorica. Eppure, eppure… ho deciso di continuare e, alla fine, non posso dire di aver sbagliato.

L’Antico Amore è un romanzo che risuona con me, con la mia idea di amore, con il mio modo di concepire i sentimenti. L’amore al centro del libro è un sentimento travolgente, è un sentimento protagonista che va al di là del leziosismo retorico e diventa forza concreta con cui l’uomo deve avere a che fare. C’è verità oltre la ricercatezza stilistica.

Tre storie intrecciate dall’amore, tre epoche diverse, tre punti di vista, eppure un filo conduttore che unisce tutti.

Il libro mi ha fatto conoscere un De Giovanni che sì, strizza l’occhio ai lettori alla ricerca del più spensierato romanticismo, ma che lo fa con consapevolezza e con l’intento di omaggiare la letteratura classica. È un po’ un tributo all’amore catulliano per Lesbia e, allo stesso tempo, è un romanzo moderno che stupisce, esplorando problemi della contemporaneità che forse sono problemi eterni dell’essere umano.

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