My friends di Fredrik Backman: un romanzo sul lutto e sull’arte

In sinergia con la mia amica Federica Nardo, mi sono avventurato nella lettura di un romanzo in lingua originale. Romanzo che, ancora, non è ufficialmente uscito in Italia. Sto parlando di My friends di Fredrik Backman, conosciuto in Italia per il romanzo “Gli ansiosi”.

Si tratta di un romanzo che parla di vita e che affronta, in particolar modo, la tematica del lutto e dei sogni. My friends è un’esplorazione dell’ascesa sociale, della lotta per affrancarsi del basso. O, per meglio dire, di quel basso che si attacca addosso, di quei contesti che tarpano le ali e impediscono qualsivoglia ascesa.

My friends è un romanzo duro, che non indora la pillola ma che ribadisce l’indispensabilità di sperare, di non arrendersi.

Nel romanzo si affrontano anche altri argomenti complicati, come la violenza sulle donne, l’omosessualità in ambienti ostili e la solitudine.

I personaggi del romanzo sono profondi, vibranti, pieni di emozione. Il dolore che si legge tra le righe è evidente, vivido, ti entra dentro.

Nonostante sia un romanzo con un presupposto avvincente – due personaggi che cercano di portare in salvo un’opera di inestimabile valore da vendere per dare una nuova vita alla protagonista femminile -, il romanzo si perde in un’eccessiva lentezza. A un certo punto, il lettore soffre questo continuo rimandare il momento della rivelazione definitiva. Sentiamo troppo a lungo il bisogno di scoprire il nucleo della storia, l’origine di tutto e la genesi dell’opera che funge da motore alla narrazione.

Quest’opera avrebbe giovato di qualche pagina in meno, di meno dettagli, per il bene del fluire della storia. Inoltre, non mi ha entusiasmato nemmeno l’utilizzo di finali sospesi alla fine di ogni capitolo, espediente che, andando avanti nella lettura, ho iniziato a trovare stucchevole.

Potete acquistarlo qui!

Lascia un commento