La forma dell’acqua di Camilleri: dove ha cominciato Salvo Montalbano

La forma dell’acqua di Camilleri, il momento in cui nacque Montalbano. In questi giorni sto approfondendo la figura di Camilleri e non potevo esimermi dal leggere il primissimo romanzo dedicato al commissario – poi divenuto – più celebre della televisione.

Il romanzo ha un ritmo e un lessico avvolgenti. La lingua di Camilleri plasma la realtà, crea contorni e contesti, riempie di colore le azioni e le scene. È vibrante lo stile di Camilleri, la storia incede con un tamburellare incessante che permette al lettore di capire quali sono le regole del gioco, qual è il mondo in cui Montalbano vive.

Il romanzo racconta l’omicidio di un politico molto in vista, tale ingegner Luparello, un uomo debole di cuore ma dagli appetiti sessuali più che vivaci. La storia è un ritratto brillante di una realtà provinciale, tipicamente siciliana, in cui tutti sanno tutto degli altri, ma nessuno vuole esporsi. Un mondo piccolo in cui alcuni signorotti e uomini in vista gestiscono la politica e la burocrazia, come se si trattasse di una partita a scacchi.

Il romanzo è divertente, soprattutto per la scrittura brillante di Camilleri che, sotto una patina di ironia, racconta una grande amarezza.

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