Dalia nera, rosa rossa. Il crimine, la corruzione e l’insabbiamento del più grande omicidio irrisolto d’America
Piu Eatwell
Edito: Nua Edizioni
Come saprà, chi mi segue da un po’. Sono un grande appassionato di True Crime e questo Natale mi è stato regalato un libro dedicato a un famosissimo cold case.
Il caso della Dalia Nera ha riscosso successo soprattutto per il soprannome attribuito alla vittima – Dalia nera -, soprannome che fu una trovata giornalistica che accese i riflettori su un macabro delitto, a oggi ancora irrisolto.
Non erano pochi, alla fine degli anni Quaranta, i crimini e gli omicidi, soprattutto riguardanti le donne, in una Los Angeles, infestata da gangsters e da una polizia corrotta fino al midollo.
Il romanzo ci parla di un insabbiamento, che, anche dopo la lettura del romanzo, ritengo inspiegabile. È vero, c’era almeno una persona che poteva avere agganci notevoli, coinvolta nel delitto. Ma il probabilissimo autore materiale non mi pare una persona altolocata o in grado di muovere pedine importanti, nell’ambito amministrativo o giudiziario.
L’omicidio ha visto come vittima una delle tante donne che, in quegli anni, puntava a Hollywood. Una donna spiantata, finita in giri oscuri, col desiderio di avere supporto e protezione, in quella che sarebbe stata la sua scalata verso il successo.
Piu Eatwell è una giornalista e una scrittrice di true crime storico di impareggiabile dedizione. Il romanzo ricostruisce la storia nei minimi dettagli. Riesce a essere neutra, senza tralasciare nulla. Riesce, alla fine, a renderci partecipi di un’indagine che entra sotto la pelle.
Si tratta di un libro di non-fiction, del resoconto di un’investigazione accurata che non solo riporta alla luce un omicidio inquietante, ma che disvela anche tempi complessi e pericolosi in una città ingoiata dalla criminalità e dalla perdizione.
Consigliato agli amanti del true-crime. Ritengo, però, opportuno specificare che l’indagine è più una ricostruzione storico-investigativa che criminologica.

