Aquaman ha ridefinito la concezione di film commerciale: un esempio da cui prendere spunto

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Ho finalmente recuperato Aquaman, il colossal DC capace di battere una quantità di record di incasso, in ogni parte del globo, da fare impressione. Devo essere sincero, non avevo tutte queste aspettative per il film di James Wan (che, invece, apprezzo per tutti gli orrorazzi commerciali che mi allietano le serate). Pensavo, in poche parole, che si sarebbe trattato di una gigantesca americanata priva di guizzi e di linearità.

Che sia stata un’americanata, concorderete con me, è indiscutibile. Ma, per me, è stato interessante vedere Aquaman per una ragione. Perché è il primo cine-fumetto/cine-videogame ad appassionarmi. Senza giri di parole, la trama, l’evoluzione, le scene e la cgi riportano lo spettatore in un universo molto simile all’intrattenimento ludico da console. Ciononostante il film si fa apprezzare e riesce a interessare uno spettatore non schizzinoso. Aquaman è molto lontano, si intenda, dall’essere una pellicola cinematografica nel senso tradizionale del termine.

Infatti, ritengo che non sia un’opera d’arte, ma sia un’opera ESCLUSIVAMENTE di intrattenimento, congegnata prevalentemente per un pubblico di giovani adulti (maschi), che vogliono passarsi due ore di relax, senza pensare alle sofferenze della vita.

Eppure il film non è malvagio. Cafonissimo, per carità, ma non malvagio. Si è mantenuta una certa rigorosità nel riportare una trama non contorta ma neanche piena di buchi di logica e già questo ha MOLTO aiutato lo sviluppo del film. Poi le scenografie e l’attenzione per i dettagli nella creazione degli ambienti in cui i personaggi erano chiamati ad agire hanno dato un tocco in più.

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Il film è stato piacevole, in definitiva. E ho apprezzato anche il fatto che, piuttosto che fare una battaglia finale lunga ore, abbiano creato più momenti di azione durante il film, che ha avuto un ritmo incredibile.

A mio modo di vedere, Aquaman ha dimostrato che si possono produrre film del genere – con poca attenzione agli standard dell’arte cinematografica e drammaturgica – e fare comunque un prodotto apprezzabile per una parte di pubblico ben individuata.

Certo, i film Marvel hanno qualcosa in più. Per me possono essere fruiti da un pubblico più largo e variegato, ma devo ammettere che Aquaman ha saputo essere una pellicola prettamente commerciale e cafona, senza far schifo.

Quindi, come consiglio ai posteri. Volete far soldi? Prendete spunto da Aquaman. Scrivete DUE RIGHE di trama che abbia un SENSO e poi spendete valanghe di soldi sulla CGI, senza, però, mai strafare, senza voli pindarici. Basta tratteggiare una buona psicologia dei personaggi, una trama a cui si resta fedeli e il gioco è fatto.

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