Recensione di “Una Mala Jurnata per Portanova” di Alberto Minnella

Qualche tempo fa vi avevo detto di aver frequentato un corso di scrittura creativa. Si da il caso che uno dei due maestri del corso sia Alberto Minnella, autore di Noir e creatore di una saga di libri dedicati alla figura del commissario Paolo Portanova.

porta

Il libro che ho letto, dal titolo “Una mala jurnata per Portanova”, edito da Fratelli Frilli (2015), narra un’investigazione, a tratti singolare e perfino ridicola (parola utilizzata dallo stesso autore per descrivere il momento della cattura), ambientata nella Siracusa del 1964. Sebastiano Spicuglia, figlio del cordaro della città, è stato trovato morto e del padre se ne sono perse le tracce. Questo è il mistero in cui si imbatte Portanova, un commissario sui generis, il cui tratto peculiare è quello di vivere immerso in una malinconia esistenziale persistente.

Si tratta di un noir/giallo abbastanza leggero da leggere (è molto breve, fra le altre cose), di cui ciò che colpisce di più è la precisione chirurgica con cui Minnella sceglie i vocaboli e il registro stilistico. Sembra, infatti, che il vero tratto distintivo del romanzo, più che l’ambientazione, più che il protagonista, più che le atmosfere assai originali, sia proprio lo stile. Minnella prova a calare nella narrazione termini dialettali e li combina a un periodare colto, che si legge con piacere.

Peccato che il lavoro di correzione e revisione non sia all’altezza degli sforzi stilistici dell’autore. Si incontrano, infatti, svariati refusi e un paio di incongruenze che possono disturbare un lettore schizzinoso.

port

Merita attenzione, comunque, la figura del protagonista. Paolo Portanova, infatti, risulta nella storia molto più centrale del giallo. Ho apprezzato la maestria con cui si sia creato un detective che è diverso da ogni altro indagatore della letteratura che io abbia conosciuto. Personalmente, credo che Portanova sia quell’emblema di maschio siculo che cerca di compensare ai vuoti dell’interiorità facendo ricorso alla forza e al testosterone di cui è dotato. Le pratiche con cui “stimola” le confessioni sono quanto di più lontano dallo stato garantista del diritto attuale, ma sono certo che l’autore abbia fatto le dovute ricerche su come andavano le cose ai tempi e su cosa era consentito o meno in una caserma di polizia.

Tra una spinta interiorizzante e una spinta alla mascolinità più semplice, Portanova è un chiaroscuro di ambivalenze.

È una lettura che ritengo perfetta per la stagione estiva e non solo perché descrive perfettamente la nostra insofferenza alle temperature torride, ma anche perché è una lettura agile ed interessante che non appesantisce e anzi trasporta il lettore in un mondo narrativo sicuramente originale.

Potete acquistare il libro qui!

2 commenti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...