Cult Movies #22: Il Talento di Mr. Ripley

Oggi sono particolarmente vispo mentre mi approccio a questa edizione di Cult Movies. Vi auguro, prima di tutto, però, buon sabato e spero che vi possa piacere questo piccolo tuffo nel passato, dato che parlerò di un film del 1999.

Stiamo parlando di “The Talented Mr. Ripley” di Anthony Minghella, regista già apparso in questa rubrica col film “Ritorno a Cold Mountain”. La pellicola di oggi è molto ricordata (e amata) in Italia, anche e soprattutto perché è stata quasi interamente girata nel Belpaese.

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Del film, si ricorda immediatamente il cast, composto da numerosissimi “pezzi da novanta”. I protagonisti sono essenzialmente tre, Dickie (Jude Law), Tom Ripley (Matt Damon) e Marge (Gwyneth Paltrow). Pur essendo tanti e tutti bravi gli attori comparsi nel film, il film non vive di un’impostazione corale. Anzi, le vicende ruotano attorno alla figura di Tom Ripley. Matt Damon veste i panni di un assassino dai toni assolutamente foschi, disposto a tutto pur di non abbandonare un mondo di agiatezze in cui finisce catapultato quasi per caso. La recitazione di Matt Damon è quasi disturbante. Tutte le sue espressioni, a un tratto della pellicola, mettono veramente i brividi. E il finale dà “il colpo di grazia” su quella che è la percezione (negativa) che lo spettatore si fa del suo personaggio. Fino a pochi minuti prima del finale, infatti, per certi versi, il pubblico viene quasi portato a entrare in sintonia con Ripley, salvo poi ricredersi. Ripley è condannato. Non ci può essere salvezza o redenzione per lui. 

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“Il Talento di Mr. Ripley” è una pellicola molto intrigante, che tiene sempre bene l’attenzione, pur non avendo un vero e proprio focus narrativo, almeno non nei primi quarantacinque minuti buoni. Non so se mandi un messaggio, una morale, o se si concentri esclusivamente sulla proposizione di una storia, senza voler prendere posizione su ciò che è giusto e ciò che non lo è. Dovendo ricercare un messaggio, credo che questo sia il seguente: non sai mai a cosa sei disposto per tenere quello che hai sempre desiderato e che hai stentato ad ottenere.

Il film dipinge, inoltre, un mondo aristocratico (quello degli anni ’50/’60) che risulta essere sfondo interessantissimo alla storia che viene raccontata.

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Tra le tematiche che vengono solo sfiorate, e comunque, catturano lo spettatore vi è la presunta omosessualità del protagonista. Almeno nei momenti in cui Damon è in scena con Jude Law, l’attrazione elettrica tra i due (anche se non è chiaro se Dickie sia solamente lusingato dalle attenzioni di Ripley) è un buon leit motiv, almeno fino a quando la pellicola non svolta, con il primo omicidio, e le atmosfere cambiano radicalmente.

In definitiva, non posso dire altro se non che ho trovato il film veramente curioso, unico nel suo genere, con una performance stratosferica da parte di Matt Damon. Assolutamente consigliato.

14 commenti

  1. Secondo me Dickie gioca solo a stuzzicare Ripley: capisce che l’amico è attratto da lui e lo punzecchia.
    Bellissimo film, comunque, i tre attori protagonisti hanno una chimica perfetta. Ho l’impressione che Matt Damon abbia sempre stentato a ricevere il riconoscimento che merita, quando in realtà è un bravissimo attore.

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      1. Ho una lista di cose da vedere che sono a posto almeno fino a Natale! Al momento sto guardando Riverdale, PLLiars e qualche film. Tra poco arrivo con i commenti …

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