Recensione di “Brave Ragazze” di Michela Andreozzi

Lo scorso venerdì sera sono stato al cinema a vedere “Brave Ragazze”, una pellicola diretta da Michela Andreozzi, produzione italo-spagnola.

Mi aspettavo una commedia leggera e sagace, ma devo ammettere di aver visto un film più brillante negli aspetti drammatici e nei momenti più seri rispetto a quelli più spiccatamente comici.

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Siamo negli anni ’80 a Gaeta e quattro donne si ritrovano a vivere contemporaneamente una situazione assai difficile. Sono senza soldi e hanno bisogno di far ripartire la loro vita, ma nessuno sembra disposto a farle lavorare e allora le quattro decidono di organizzare una rapina in banca, travestendosi da uomini.

Per prima cosa mi sento di spendere qualche riga sul cast. Ambra Angiolini, Siliva D’Amico, Ilenia Pastorelli e Serena Rossi, coadiuvate da Stefania Sandrelli e Luca Argentero, si rivelano un quartetto dinamico e ben assortito. La loro alchimia traspare nelle scene e la sintonia femminile è certamente un pregio del film.

Per quanto riguarda le atmosfere comiche, invece, ci sarebbe molto da dire. Il film stenta a ingranare, tra una serie di cliché e di sketch non proprio vincenti, in cui si punta alla forzatura per strappare una risata. Ne è un esempio il parrocco, dal nome Don Backy, interpretato da Max Tortora. Non si va per il sottile e in un pubblico un minimo esigente questa comicità troppo schematica e stereotipica non riesce a fare breccia.

Le uniche risate ce le strappa la Andreozzi nel ruolo di assistente del Commissario interpretato da Argentero, che rifilando un insulto a destra e uno a manca, permette al film di mostrare le sue sfumature comedy.

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Trovo, invece, azzeccata l’idea di parlare di tematiche forti con un’aria scanzonata, così da lanciare messaggi importanti senza appesantire lo spettatore. Ho trovato vincenti, infatti, le modalità con cui è stata raccontata la violenza domestica subita da Maria (Serena Rossi) e le difficoltà ad accettare la propria sessualità di Chicca (Ilenia Pastorelli).

Ho apprezzato anche fotografia e colonna sonora, dato che si è finalmente riusciti a riprodurre gli anni ’80, per una volta, in modo meno forzato e a raccontare una realtà distante da quella delle discoteche, dalle zampe di elefante e dai capelli afro!

Nel complesso, trovo che “Brave Ragazze” sia una commedia – più o meno – “impegnata”, con un buon cast, in grado di allietare un pubblico senza troppe aspettative e desideroso di staccare la spina per un paio d’ore.

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