CULT MOVIES #32: IL SESTO SENSO

Oggi con la rubrica Cult Movies torniamo nell’anno 1999 e parliamo di una delle pellicole che hanno reso celebre il regista M. Night Shyamalan, ovvero “Il Sesto Senso”.

In pochi non conoscono questo film, passato alla storia per la famosissima frase pronunciata dal piccolo Cole (Haley Joel Osmet): “Vedo la gente morta”. Ma oggi proviamo a farlo conoscere anche a chi non ne avesse mai sentito parlare.

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La trama in breve: Malcolm Crowe (Bruce Willis) è uno psicologo infantile. Dopo una cena romantica con la moglie, in casa sua fa irruzione un suo ex paziente, che già manifestava moltissimi disturbi da bambino e che Malcolm non è riuscito ad aiutare. Questi, dopo aver rinfacciato a Malcolm di non averlo saputo aiutare, gli spara al ventre e poi si suicida. Successivamente, Malcolm, apparentemente sopravvissuto al colpo di pistola, prova ad aiutare Cole (Haley Joel Osmet), un bambino che manifesta alcuni disturbi che si rivelano collegate a un’abilità particolare, che solo, alla fine del fin, viene accettata da chi gli sta attorno, ovverosia la capacità di vedere ed entrare in contatto con i morti.

Devo essere onesto: questo film non mi è piaciuto. È stato un successo clamoroso in termini di incassi e anche di critica, ma personalmente mi ha lasciato incredibilmente freddo.

Sarà che la filmografia horror ha sdoganato molti degli espedienti usati in questo film, che, per l’epoca, doveva essere un pioniere, sarà che avevo intuito dove andasse a parare il film già nei primi minuti, ma devo ammettere di essermi annoiato a morte.

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Oh, ragazzi, pazienza. Cult o non cult, non ci possono piacere tutti i film. Il film di Shyamalan ha una narrazione che vive di alcuni sprazzi, che, però, secondo me, non compensano la lentezza con cui la storia viene portata avanti. Fondamentalmente si punta tutto sulle espressioni di Osmet (che per essere un bambino ha davvero spaccato con la sua performance) e sui fotogrammi in cui appaiono le fantomatiche persone morte che lui solo riesce a vedere.

Non mi ha entusiasmato nemmeno la performance di Willis, forse in un ruolo troppo distante dai precedenti. Ma davvero, non sembrava per nulla a suo agio, specialmente nella scena finale in cui scopre di essere un fantasma. Alcune espressioni sono davvero ridicole e abbassano la valutazione alla sua recitazione, che, almeno per il resto del film, era stata comunque discreta.

Piccola nota di colore: solo io trovo inconcepibile che la moglie di Malcolm, dopo che questi è stato sparato, si è messa a guardare la ferita in tutti i modi, a toccare il sangue, senza nemmeno pensare che forse la cosa giusta da fare fosse chiamare i soccorsi? Beh… Se mai dovessero spararmi, spero di non avere vicino a una rincitrullita come lei.

17 pensieri riguardo “CULT MOVIES #32: IL SESTO SENSO

  1. Un ottimo film ma non un capolavoro. Anche il colpo di scena che in tanti reputano incredibile e inaspettato… in realtà si capisce fin da subito, basti guardare il fatto che Willis parla solo con il ragazzino e non a contatti con nessun altro. E’ un film bellissimo ma non è un capoalvoro.

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  2. Un ottimo film ma non un capolavoro. Anche il colpo di scena che in tanti reputano incredibile e inaspettato… in realtà si capisce fin da subito, basti guardare il fatto che Willis parla solo con il ragazzino e non a contatti con nessun altro. E’ un film bellissimo ma non è un capolavoro.

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      1. E’ un film che ha delle qualità ma che, giustamente, può piacere e non piacere. Per me Shyamalan ha fatto altri lavori che a mio avviso sono migliori di questo come ad esempio The Village, film molto intelligente e con un colpo di scena meglio ragionato che in pochi hanno visto.

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  3. Quanti anni sono che non vedo questo film! A me Shyamalan a volte convince e a volte no, però ammetto che The Sixth Sense mi piacque molto quando lo vidi. Devo rivederlo alla luce di quanto hai scritto!

    Giusto ieri mi sono comprato The Visit, altro di Shyamalan, e non troppo tempo fa mi son guardato The Village che mi è piaciuto (ne ho pure scritto sul blog)…

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