Recensione de “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown

Buongiorno lettori, oggi recensisco un libro tra i più letti della storia della letteratura. Sto parlando de “Il Codice Da Vinci“, romanzo del 2004 di Dan Brown.

Tutti abbiamo sentito parlare di Dan Brown e quasi tutti abbiamo visto i film dedicati al personaggio di Robert Langdon (interpretato da Tom Hanks), quindi la storia probabilmente non suonerà molto nuova.

LA TRAMA:

Robert Langdon finisce invischiato in un’indagine relativa all’uccisione di quattro persone della classe elitaria parigina. La loro uccisione, tuttavia, è collegata a un arcano mistero da risolvere. Anzi, si potrebbe dire che è collegata al mistero più antico e più famoso della storia: la ricerca del Graal. In un’avventura che porterà Langdon a scappare fortunosamente dal dispiegamento di forze della polizia francese – che vuole incastrarlo – il protagonista si troverà a risolvere una serie di enigmi che lo porteranno sempre più vicino al disvelamento dell’ubicazione del Graal.

UN LIBRO FRUTTO DI GRANDE RICERCA:

Ciò che mi ha impressionato di più di questo libro, devo ammetterlo, è stata la quantità di informazioni sviscerate all’interno. Brown ha davvero una conoscenza enciclopedica di tutte le teorie cospirazioniste che hanno attraversato i secoli e la nostra società.

Ma non solo. Il libro è pieno di notizie storiche più o meno attendibili e di numerose digressioni sull’arte. Insomma, per essere considerato un libro di puro intrattenimento, riesce a fornire al lettore un discreto bagaglio culturale. Anche se rimane la sensazione che Brown voglia insistere su tutte quelle conoscenze un po’ scandalose, di cui si parla poco.

IL MIO GIUDIZIO:

Devo dire che la struttura della trama non mi convince fino in fondo. Mi sarebbe piaciuto se si fossero inseriti nella storia più personaggi che potessero rivelarsi potenzialmente il misterioso antagonista (che prende il nome de “Il maestro”). Invece, il fatto che, alla fine, potessero essere solo due le possibili soluzioni al mistero di chi fosse il maestro portano lo scrittore a forzare un po’ il tutto, per far quadrare la trama e al contempo sorprendere il lettore.

Tuttavia, va detto che l’impalcatura del romanzo sia veramente ambiziosa. Brown ha portato sulle pagine una storia piena di ingranaggi e ha cercato di gestirla al meglio, creando una storia intrigante che incolla alle pagine.

Convincono, inoltre, i personaggi della storia. Langdon, Teabig, Aringarosa e Bezu Fache sono quattro modelli psicologici approfonditi e studiati, che funzionano alla perfezione. A eccezione forse della protagonista femminile. Sophie, nelle prime pagine, sembra una tutta azione e niente cervello, mentre nei film sembrava un individuo “alla pari” intellettualmente di Langdon.

Nel complesso il libro mi è piaciuto molto e attribuirei 4 stelle su 5.

14 pensieri riguardo “Recensione de “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown

  1. E’ stato un libro molto interessante che ha rischiesto molto tempo per la ricerca. Era tutto molto interessante ma aveva comunque dei difetti che hai analizzato molto bene. Per il resto un ottimo libro che riesce a intrattenere.

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  2. Al di là delle debolezze della trama, a mio parere lo stile di Brown non è particolarmente originale. Secondo un mio amico americano, che ha letto il libro nella v.o. e poi ha dato un’occhiata anche all’edizione italiana, il nostro traduttore avrebbe addirittura migliorato il testo…
    Comunque sia, Brown è riuscito a produrre una cospicua serie di best sellers. Buon per lui 🙂

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  3. C’è da dire che Brown ha attinto a piene mani dal saggio “The Holy Blood and the Holy Grail”, i cui autori gli fecero causa, però perdendola. Che si sia o meno ispirato a loro, c’è da dire che molte delle idee alla base del romanzo non sono saltate fuori con lui. Penso sia stato soprattutto abile nel “creare un sotto-genere”, quello del thriller von elementi storici e religiosi che ha avuto parecchia fortuna in seguito.

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  4. Uh, per me fu una delusione immensa. Il capire il colpo di scena finale quasi subito mi rovinò non poco la lettura, e anche la struttura a piccoli capitoletti a prova di americano medio mi dette non poco fastidio… No, via, non è il libro per me! :–)

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  5. Dan Brown per me riesce a scrivere libri impossibili da lasciare a metà. Certo, non sono perfetti, come anche tu hai sottolineato, ma ogni volta che ne prendo uno in mano non riesco a smettere di leggerlo, lo devo finire in un colpo solo. Trovo che il susseguirsi di azioni e colpi di scena siano estremamente accattivanti e costringono il lettore (o almeno me) a voler proseguire la lettura per scoprire cosa succede alla fine, come si possano risolvere catastrofi o situazioni complicatissime nel miglior modo possibile. Oltre alla serie di Langdon, il mio preferito è La verità del ghiaccio, dove la figlia di un candidato alla presidenza degli USA si trova coinvolta in un complotto che potrebbe provare una volta per tutte l’esistenza degli alieni. Suona assurdo ma è davvero bello!

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