Zitti e buoni: l’inno all’anticonformismo che ha conquistato l’Eurovision

Buongiorno, amici della pagina.

Oggi non si parla di libri, oggi si fa festa! L’Italia dopo trentun anni sale sul tetto di Europa e vince l’Eurovision Song Contest grazie ai Maneskin e alla loro “Zitti e buoni”.

UN INNO ALLA DIVERSITÀ E ALL’ANTICONFORMISMO

Come ho ripetuto più volte, la loro canzone non è esattamente il genere di musica che ascolto. Ciononostante, credo che questo inno all’anticonformismo che ha convinto tutta Europa meriti una piccola analisi.

I Maneskin sono l’emblema di un’Italia che non è ancora (non del tutto morta), sono la dimostrazione che i giovani possono ancora ribellarsi a un paese pigro, dalla mentalità borghese che spara a zero sulle nuove generazioni e non si preoccupa dei veri problemi che le affliggono.

La loro canzone è dedicata ai professori che dicevano loro di stare, per l’appunto, “Zitti e buoni”. Bene, i Maneskin hanno chiarito nel modo più eclatante possibile che stare zitti e buoni non è mai la soluzione giusta.

QUAL È IL MESSAGGIO DEI MANESKIN?

Credo che il vero messaggio di “Zitti e buoni” sia uno: abbandoniamo le logiche miopi, abbondoniamo il benpensantismo.

La vera arte sta nella diversità, chi è avanti è un incompreso. E gli incompresi fanno sempre paura.

È una canzone che mi fa molto pensare e che mi porta indietro nel tempo. Sono sempre stato un bambino e un ragazzino troppo attento alle regole, terrorizzato dai giudizi degli altri. E a cosa è servito? Essenzialmente a nulla.

Mi sono accorto, presto o tardi, che il mondo vuole solo una cosa: che tu non dia fastidio. Non c’è respiro per l’autoaffermazione, non c’è terreno fertile per l’espressione. Ma frenarsi non serve a niente, perché non vivere soltanto per non dare fastidio agli altri è solo una scelta drammaticamente sbagliata.

IL MIO COMMENTO:

Alla luce di questa breve analisi, non posso fare altro che augurarmi che l’espressione – artistica e non – venga incoraggiata.

Se non abbiamo le strade spianate, quanto meno conquistiamoci una libertà che non può essere repressa.

E congratulazioni ai Maneskin ancora! Rock will never die!

6 pensieri riguardo “Zitti e buoni: l’inno all’anticonformismo che ha conquistato l’Eurovision

  1. Condivido la tua analisi, da 22enne ancora spesso attenta al giudizio degli altri, seppur razionalmente sappia che conta poco.. trovo la canzone, ma prima di tutto loro, portatori di un messaggio che chissà, forse potrebbe iniziare a far cambiare le cose

    "Mi piace"

  2. E’ stato il primo anno che ho seguito l’Eurovision, quasi per caso, ed è stato una bellissima festa. Sono felicissimo per i Maneskin e per il loro successo meritatissimo, mi piace la musica che fanno e sono contento per il riconoscimento che stanno ottenendo, anche con una canzone che non è la mia preferita del loro repertorio – ma su cui condivido la tua analisi.

    Mi ha lasciato un po’ perplesso, però, la distribuzione dei voti alla fine della serata: mi sembra quantomeno strano che la Gran Bretagna non abbia ottenuto nemmeno un punto, con una canzone che, sebbene non fosse nulla di eccezionale, non era sicuramente nemmeno la peggiore della selezione. Mi domando quanta trasparenza ci sia stata, e quanti dei voti assegnati siano stati pilotati per ragioni che vanno al di là del valore artistico delle performance.

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