The Nun II: un film fastidioso che delude gli appassionati

Okay, okay… in passato mi sono espresso in termini entusiastici per il primo volume della saga-spinoff di The Conjuring dedicata al demone Valak. The Nun mi aveva convinto e la mia opinione era stata radicalmente opposta a quella dei veri intenditori di cinematografia horror.

Per il secondo volume, però, non me la sento di perorare la causa della pellicola che, per l’occasione, è stata diretta da Michael Chaves.

Potrei ricorrere a un vocabolario più forbito, ma ritengo che il termine azzeccato per questo film (nonostante tutto, di grande successo al botteghino) sia fastidioso. Un film che non vale certo gli incommentabili dodici euro e quaranta richiesti per la visione (di questo passo, andare al cinema sarà lusso per pochi eletti).

The Nun II ha una trama, tutto sommato, solida. Abbiamo un demone a piede libero che ha posseduto un personaggio che aveva creato un legame col pubblico, una protagonista in preda a un disturbo post-traumatico, una santa discendenza che amplia e complessifica la storyline principale e una lotta contro il tempo. Gli elementi ci sono tutti. Il villain vuole un oggetto sacro che dovrebbe espanderne i poteri, gli eroi devono fermarlo prima che sia troppo tardi. Nulla di straordinariamente originale, ma comunque funzionante per un horror mainstream.

Eppure…

Eppure, il film è fastidioso nel suo essere lezioso. Questo demone terrificante uccide ben poco e usa i suoi poteri col contagocce nella pellicola. Le bambine che vengono assaltate dal demone resistono a ogni colpo e a ogni tentativo di un demone che è SEMPRE troppo lento per andare a segno.

L’agghiacciante suora di The Nun II è (quasi) buona, perché, alla fine, non attacca mai per uccidere. Perde tempo in continuazione, si palesa, si annuncia, dà sempre il tempo di evitare il peggio.

Lo ammetto: ho rimpianto le pellicole con il Sole Survivor alle prese con il villain del film nella resa dei conti finale.

Il modo in cui le bambine si rimettevano in piedi dopo essere state schiantate contro le pareti a piena potenza mi ha ricordato livelli cinematografici scarymovieggianti.

In generale, The Nun II è un’accozzaglia di scene di impatto visivo non supportate da uno storytelling all’altezza, in cui si mette in mostra l’unico appeal della pellicola: l’estetica del mostro al centro della storia. Il film vive qualche momento più emozionante e adrenalinico nel finale, ma non è mai sufficiente a salvare la pellicola che è stata scritta in modo inadeguato e che non ha usato a dovere nemmeno i cliché della cinematografia horror. Pochi i jumpscare funzionanti, pochi i momenti di vera paura, sempre troppo prolungato il confronto fra eroe e villain perché lo spettatore potesse davvero pensare che non ci sarebbe stata via di scampo.

4 pensieri riguardo “The Nun II: un film fastidioso che delude gli appassionati

  1. Lo trovo leggermente migliore del primo in quanto ha comunque una costruzione nelle scene più convincente (l’inizio mi aveva fatto quasi ben sperare) ma alla fine rimane un film tremendo a livello di sceneggiatura. A volte qualche scena convince ma a volte ce ne sono altre che mi hanno fatto molto ridere. Purtroppo gli spin-off di The Conjuring, a parte forse Annabelle 2, sono sempre stati una delusione.

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      1. Invece io del primo capitolo non salvo proprio nulla. Soprattutto la sequenza della tomba con il prete (e quello che c’era prima). Quella sequenza la considero atroce e in realtà mi ha perfino fatto ridere. Non che questo secondo capitolo non abbia scene simili. Il fantasma del bambino morto che picchia la vecchia con l’incensiere sembra quasi una battuta dei Looney Tunes.

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      2. Io questo l’ho trovato ai livelli di Scary Movie. Il secondo rimane un film commercialissimo ma che, almeno al cinema, mi ha coinvolto emotivamente. Diciamo che lo salvo per una reazione di pancia. Anzi, posso dire che mi è piaciuto il primo. Questo l’ho trovato davvero pessimo.

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