Alla ricerca di un senso nella classicità: ecco “E’ pericoloso essere felici – L’invidia degli dei in Grecia” di Dino Baldi

È pericoloso essere felici – L’invidia degli dei in Grecia di Dino Baldi

Edito Quodlibet

Il saggio di cui vi parlo oggi lo considero a metà tra la critica letteraria e l’antropologia. Si parte dal linguaggio, dal termine phthonos per parlare di come nella Grecia antica, nelle sue varie fasi, venisse considerata la sorte, su come si desse giustificazione alle più grandi fortune e alle più grandi tragedie umane.

Dal linguaggio – con alcune parole cardine come “phthonos”, “hybris”, “moira” e “tyche” -, passando per una rassegna ricca di citazioni delle più eminenti opere della classicità, per poi analizzare una società in evoluzione, nel tempo sempre meno influenzata dalle credenze e dalla religione e sempre più focalizzata sull’ordine sociale e sulla regolarità del convivere nella polis.

“Lo phthonos sarebbe uno dei tanti nomi attribuiti alla forza che punisce chi viene traviato a tal punto dalla buona fortuna da dimenticare i limiti della propria condizione”.

Mi ha incuriosito in particolare come, alla fine, per ridurre tutto agli elementi essenziali del ragionamento dispiegato nelle pagine, tutto parta da un’esigenza di senso. Perché c’è ansia di vivere? Perché esiste il dolore? Cosa possiamo fare per arginarlo? Cosa possiamo fare per vivere in maniera più felice e condividere l’esistenza con i nostri simili senza arrecarci reciproche sofferenze?

Sicuramente è un’opera molto particolare, con un argomento davvero specifico. Però, non posso non notare che l’estrema chiarezza espositiva la renda, a mio avviso, facilmente fruibile anche dai profani e di quelli che non hanno mai messo piede in un liceo classico o in un’università umanistica.

“Gli uomini vivono sospesi fra le bestie e gli dei, non hanno una moira definita, non sanno quale sia la loro parte, e questa ambiguità esistenziale rende necessarie delle norme di comportamento, stabilite e fatte rispettare da Zeus, che impediscono di tralignare verso l’alto (la hybris) e verso il basso (la violenza anarchica e bestiale)”.

Ho trovato il saggio incredibilmente interessante e sono curioso di recuperare altri titoli di questa casa editrice scoperta all’ultimo salone del libro!

“Tutte le scuole filosofiche (…) concordano sul principio che è l’ignoranza delle cose a generare l’ansia di vivere”.

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