Qui, altrove di Matthieu Simard: l’orrore nella mente traumatizzata

“Sì. Non sono uno a cui piace la gente, ma lei, lei mi piace. Bisogna anche dire che non la conosco, sarà per questo.”

Matthieu Simard – Qui, altrove

Edito: Zona42 edizioni

A metà tra mystery story e horror psicologico, Qui, altrove è un romanzo che mi ha spiazzato e permesso di provare numerose sensazioni.

Una coppia si trasferisce in un paesino sperduto, nel quale sono in atto svariati cambiamenti. La costruzione di un’antenna ha stravolto la vita dei cittadini e nel paese serpeggia una strana sensazione di diffidenza e mistero. Come se tutti nascondessero un segreto, che non deve essere rivelato ai nuovi venuti.

L’ambientazione è decadente e straniante. I protagonisti sono fuori luogo e, allo stesso tempo, si ambientano alla perfezione. Un grave trauma alle spalle li fa agire in modo singolare, curioso agli occhi del lettore. Pedine perfette per un horror misterioso, in cui tutti celano qualcosa.

È una storia in cui passato e presente, reale e irreale si mischiano, in un trionfo esplosivo di tristezza dalle tinte horror.

Questo libro mi ha dato le stesse sensazioni di moltissimi film horror, di quelli ripresi in scala di grigi, in cui i drammi nella testa sono più protagonisti dei mostri che si nascondono nel buio.

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