Recensione di Platone – Una storia d’amore di Matteo Nucci: la biografia fagocita il romanzesco

“Non voglio fare lo stesso, Straniero. Il vino piega l’essere umano. Io invece devo superare il dolore con la comprensione.”

Ho scelto “Platone – Una storia d’amore” di Matteo Nucci come lettura del club del libro della Feltrinelli, a cui partecipo e me ne sono (un po’) pentito. Il libro di Nucci sta ottenendo ottimi riscontri, e capisco anche perché. Ma, devo dire la verità, me lo aspettavo molto diverso.
Credevo che la lettura sarebbe stata una storia romanzata di Platone che ruotava proprio attorno all’aspetto romantico-erotico. Invece, devo dire che il romanzo corteggi tanto, forse troppo, l’aspetto saggistico, con un’attenzione storiografica fin troppo predominante sul resto.

“Ti sei innamorato, Aristocle?”
“Non sono mai stato senza amore, lo sai.”

Il romanzo parla, nel dettaglio, della storia di Platone, soffermandosi più sugli eventi che sulle emozioni. L’amore è molto secondario, rispetto all’approfondimento sulla vita di Platone e tutte le tappe della sua vita (dalla nascita fino alla consacrazione come filosofo impareggiabile, coinvolto anche in alcuni delicati giochi di potere).
Ci sono espedienti che avvicinano l’opera al “romanzesco”. Senz’altro, l’introduzione di un narratore vicino a Platone inventato – il cosiddetto Straniero -, tuttavia, gli aspetti tipicamente da “romanzo” non sono sufficienti ad alleggerire la lettura. Il libro è molto lungo e molto preciso. Dà più respiro alla descrizione degli eventi che alle teorie di Platone. Alla fine, l’aspetto biografico fagocita tutto.
È, dunque, un testo assai valido per chi vuole conoscere in profondità Platone, ma che regala poche pagine (a fronte di un’opera molto lunga) alla poesia, alla filosofia e all’amore. L’amore è più che altro un’idea costante, che non viene mai esplorata fino in fondo. Giusto i passaggi su Alkis e quelli finali relativi al rapporto fra Platone e Dione soddisfano le aspettative di chi, in fin dei conti, si aspettava “una storia d’amore”.

Un pensiero riguardo “Recensione di Platone – Una storia d’amore di Matteo Nucci: la biografia fagocita il romanzesco

  1. Non credo che il libro “corteggi troppo l’aspetto saggistico”.Credo piuttosto che lavori su un’idea più radicale e meno rassicurante di romanzo.

    Il punto è questo: qui l’amore non è un tema.È una struttura.

    Chi si aspetta una “storia d’amore” in senso narrativo — sviluppo, intensità, scena, scioglimento — inevitabilmente resta deluso. Ma Nucci non sta raccontando l’amore come episodio della vita di Platone: sta mostrando come l’amore attraversi tutta la sua formazione, deformandola, orientandola, mettendola continuamente in crisi.

    Per questo l’impressione che “gli eventi fagocitino tutto” è, in realtà, parte dell’architettura narrativa. Platone è proprio questo: un uomo in cui il pensiero nasce dentro una pressione continua — politica, affettiva, storica — che non lascia spazio a un lirismo separato.

    Quando dice:

    “Non sono mai stato senza amore”

    non sta dichiarando un contenuto sentimentale.Sta dicendo che non esiste, per lui, un punto neutro.

    E allora anche il cosiddetto “eccesso di biografia” va riletto: non come accumulo informativo, ma come campo di forze. La filosofia non arriva dopo: arriva da lì. Dal fallimento con Dionisio, dalla perdita, dal desiderio che non trova forma stabile.

    L’amore, in questo senso, non è poco sviluppato:è ovunque, ma non si concede mai come scena.

    Ed è una scelta molto platonica, se ci pensi.Nel Simposio, l’amore non si compie in una storia, ma in una tensione che sposta continuamente l’oggetto: dal corpo all’idea, dall’idea al sapere, dal sapere a qualcosa che resta sempre oltre.

    Nucci, a mio avviso, prende sul serio questa lezione.E costruisce un libro in cui l’amore non consola il pensiero, ma lo espone alla sua inquietudine.

    Capisco quindi la tua aspettativa, ed è legittima.Ma forse il punto non è che il libro dia “poco spazio all’amore”.

    È che rifiuta di renderlo narrativamente consumabile.

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