Recensioni flash: Festa con casuario, Spinoza e popcorn e Una stanza tutta per sé

Festa con casuario di Leonardo San Pietro

Ho letto questo romanzo per curiosità. Il titolo mi aveva attirato quando ne aveva parlato una mia amica. È così che è diventata la mia compagnia nell’aereo che mi ha riaccompagnato al nord, dopo le vacanze natalizie.

È un romanzo scritto – lasciatemelo dire – in modo un po’ pretenzioso. Tra il registro linguistico, l’estrema rapidità, lo slang utilizzato dai personaggi e anche alcuni episodi un po’ inverosimili.

È un romanzo dedicato a un “esperimento umano” assai particolare: come reagirebbero le persone all’idea che, per salvare un amico, devono toccare un animale pericoloso? Esperimento sociale, riflessione antropologica, sempre venata da un’assurdità di fondo, che smorza i toni.

È una storia che si prende poco sul serio e che, forse, avrebbe avuto bisogno di più pagine per assumere i tratti di un romanzo consistente e in grado di lasciare il segno.

Alla fine, ha una costruzione solida, ma rimane intrappolato in questa inverosimiglianza letteraria che impedisce una completa sospensione dell’incredulità.

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Spinoza e popcorn di Rick DuFer

Questo saggio che prometteva la combinazione fra filosofia e serie televisive era in TBR da secoli.

Ha rispettato le aspettative? No. Devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di più “consistente”. Molto breve e molto semplice. Mi aspettavo più ricchezza contenutistica, sia per quanto riguarda la discussione filosofica sia per quanto riguarda gli esempi televisivi.

Alla fine, non sorprende, non stupisce. Può avere un valore solo per chi è davvero avulso sia dalla riflessione critica in relazione alla televisione sia per chi non ha mai studiato filosofia (nemmeno alle superiori).

Piacevole, ma di poco valore.

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Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf

Mi ha molto colpito il saggio di Woolf in merito allo spinosissimo argomento (soprattutto da affrontare nella sua epoca): donne e romanzo.

Mi ha soprattutto convinto il riferimento metaforico a una sorella di Shakespeare immaginaria, diversa da quella realmente esistita. È riuscita Woolf a essere schietta e fare capire tutte le differenze strutturali fra uomini e donne. I due sessi si approcciano al romanzo con diversi strumenti e diverse possibilità, entrambi schiavi, però, di argomenti e tematiche associati al genere.

Molto evocativa e incoraggiante la perorazione finale, con una Woolf convinta di una inevitabile progressione della civiltà, nell’ottica di un raggiungimento della parità. Una parità non scontata, ma da conquistare ogni giorno, per aprire la strada a nuove poetesse, scrittrici e donne di successo.

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