Riusciamo a distinguere la modernità dalla semplificazione? I contenuti che crea la nostra epoca rischiano di essere la famosa “copia di mille riassunti”. Scopriamo perché…
Le regole della scrittura oggi
Nella scrittura, le regole di narratologia e gli elementi di stile che si stanno canonizzando impongono: maggiore chiarezza, meno retorica, annullamento dell’enfasi, riduzione delle opzioni narrative apprezzabili dal pubblico (che si tratti di POV, descrizioni o raccontato).
A volte, la sensazione è che si scriva soltanto uno scheletro. Così facendo, distinguersi diviene complesso, anche perché non esistono trame infinite (esisterebbero soltanto sette trame fondamentali). La voce rimane soppressa dal rispetto delle regole?
Il lato oscuro dei canoni
Le regole hanno dei lati positivi: tengono conto della soglia d’attenzione dei fruitori, della lingua che si evolve e di cosa interessa davvero alla nostra società. Ma hanno anche lati negativi: le regole possono sterilizzare l’arte. Oggi libri come Il Conte di Montecristo verrebbero pesantemente sfoltiti da un editor.
La semplificazione negli altri media
La semplificazione arriva anche in altri media. In questi giorni si parla dell’assenza di colore nella fotografia nel cinema e in TV. Scelte audaci nella fotografia potrebbero essere viste come una ricercatezza retorica in un romanzo.
Inoltre, le trame vengono semplificate. Gli show e i film Netflix vengono girati con delle regole rigide, pensate per uno spettatore che guarda almeno un altro schermo durante la visione del contenuto (Second screen viewing).
L’intelligenza artificiale e l’umano
L’intelligenza artificiale scrive contenuti esili, minimalisti, ripetendoci che solo così non si viene sconfitti dalla bassa soglia d’attenzione del pubblico. E io mi chiedo: forse quello che rimarrà sempre umano nell’arte è l’introspezione? Forse le regole servono, ma ci sono dei casi in cui pezzi di buona letteratura vengono scritti in barba alle regole.
Il punto di vista dell’editor
Da editor, preferisco attenermi alle regole se lavoro a un testo non mio; quando scrivo però è difficile non lasciare spazio alla riflessione. A volte, sarebbe impossibile canalizzare certi messaggi, senza prendere delle deviazioni dalla norma.
Sono contro la retorica nei romanzi contemporanei, ma apprezzo la libertà sentimentale della letteratura orientale che se ne frega degli scheletri e di mostrare soltanto l’azione.
Conclusione
La verità è che ogni storia dovrebbe avere le sue regole (anche di comunicazione e stile). Rispettare sempre tutti i canoni, a prescindere dal genere, può soffocare il talento. Ritengo, però, che le regole si debbano conoscere e che quando si inizi a scrivere per la prima volta, bisognerebbe derogare con parsimonia.
