La disillusione de L’Attacco dei Giganti come specchio del presente

Ma se il finale non fosse frutto di immaturità e “pazzia” giovanile? Ciò che mi pare evidente è che Isayama stia “sottovalutando” la qualità del suo finale e anche sminuendo l’humus culturale circostante che non può non averlo influenzato. Il finale di L’attacco dei giganti è, in definitiva, il risultato inevitabile di un’assenza di fiducia nell’umanità. Il ciclo dell’odio che si ripete non è una scelta insolita di un narratore, ma una convinzione socio-filosofica fortemente radicata in una società che ha perso pilastri e riferimenti superiori.