Una formula che continua a funzionare: perché sto amando il revival di Will & Grace

Qualche mese fa mi sono manifestato scettico dinanzi a questo revival. Non tanto perché credessi che non potesse funzionare, ma perché pensavo che avrebbe disintegrato le storie di due personaggi che, in passato, avevamo amato tanto e con cui avevamo creato una grande empatia.

E devo ammettere che, malgrado effettivamente il punto di partenza della storia consista nel fatto che sia Will che Grace non hanno trovato un “approdo” nelle loro travagliate vite sentimentali, la serie sta funzionando alla grande e, a tratti, sembra avere il medesimo brio che aveva nel suo run originale.

Sono sempre stato un nostalgico e credo sia questa la ragione per cui oggi mi sento di spendere parole al miele per la serie NBC, che sta riuscendo a portare avanti il suo compito di far ridere ma anche di fare tutto quello che non era riuscita a fare – fino in fondo – in passato.

Se per lungo tempo, infatti, alcuni argomenti erano stati trattati con un tono forse troppo sarcastico e senza mai prendersi sul serio, adesso, dietro le tante risate e le situazioni paradossali dei personaggi, sembra esserci una nuova consapevolezza degli showrunners. La consapevolezza di poter far passare certi problemi e certe insicurezze del mondo omosessuale come “normali” – o comunque come una tematica di discussione meritevole di interesse- , senza bisogno di riderci per forza sopra (anche se in Will & Grace non ridere è davvero difficile).

Will & Grace - Season 1

Sono tanti i momenti che ho trovato significativi in questa stagione – sin qui – della serie di Kohan e Mutchnick, e mi riferisco a come si è affrontato il tema della morte, per l’addio che la serie ha tributato a Rosario (dato il ritiro di Shelley Morrison dalle scene), ma anche come si sono affrontati tanti problemi relazionali che sembrano ancora all’ordine del giorno nel mondo omosessuale, malgrado si sia lottato per l’accettazione della diversità. Ci si interroga, con quella sagacia tipica di una serie comedy ben riuscita, su come sia possibile che forse tra gli omosessuali sia più difficile che per gli eterosessuali legarsi, buttarsi in una vita di coppia, affidandosi incondizionatamente a un partner. Ma questa attenzione alle tematiche LGBT non deve trarre in inganno, dato che il personaggio di Grace è sicuramente importante per creare immedesimazione con un pubblico femminile, che ha bisogno di riconoscersi in un personaggio forte, autoironico e dissacrante come quello interpretato da Debra Messing.

Insomma, tante parole per riportare quello che ho scritto, brevemente, su una app dedicata alle serie TV, ovvero che si viveva male senza Will & Grace!

3 commenti

  1. Ai tempi quando Will & Grace passava in TV non l’ho mai molto seguita. Ero invece fissata con Friends, che amo tutt’ora. In realtà credo che se la recuperassi adesso la amerei sicuramente. In effetti con una serie televisiva di così grande successo, un revival è un rischio non indifferente. Sono felice che stia funzionando 😊 hanno corso un bel rischio!

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  2. Beh secondo me Friends e Will&Grace sono, in modi diversi, le colonne portanti delle serie comedy e hanno spianato la strada per quello che è venuto dopo. Sarebbe bellissimo anche vedere come ipoteticamente Friends si confronterebbe coi tempi che cambiano.

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