WestWorld: è ancora la serie più interessante del panorama?

È una primavera ricchissima di contenuti. Ritornano serie che hanno impressionato nel passato e ne debuttano di nuove altrettanto interessanti. Oggi spenderemo due parole su una serie, la cui seconda stagione è iniziata da un paio di settimane, e che, in passato, è stata considerata una degli show più interessanti e promettenti del panorama televisivo. Mi riferisco a WestWorld, la serie HBO ideata da Jonathan Nolan e Lisa Joy.

Con questa seconda stagione, finalmente, vediamo da vicino quello che ci siamo aspettati sin dal primo momento in cui abbiamo visto il primo fotogramma della serie, ovvero la rivolta delle “macchine”.

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Le attrazioni, come mi piace chiamare i robot – iper realistici – che popolano il parco divertimenti (dove tutto è concesso), hanno finalmente sviluppato ulteriormente la loro coscienza e sono arrivati al punto da rievocare i propri ricordi, comprendendo la finzione del mondo in cui vivevano, cosa che li porta a ribellarsi.

In questa ribellione è sempre più curioso il ruolo di Arnold, che, in definitiva, è la variabile impazzita che ha portato all’implosione di WestWorld, le cui vicende, ancora, ci appaiono oscure, sebbene la prima puntata sia stata interamente focalizzata sul suo personaggio.

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Un altro individuo, attorno al quale ruoterà la seconda stagione, è certamente William/The Man in Black. Il personaggio interpretato da Jimmi Simpson (nella versione giovane) e da Ed Harris nella sua versione adulta, a mio modo di vedere, è la vera chiave di volta della storia. Forse, chi ha sostenuto più di tutti il progetto, adesso si rende conto dell’errore commesso e sarà costretto a lottare (?) per salvare il mondo dai robot, capitanati da Dolores (Evan Rachel Wood), la quale impressiona per qualità di battute e di interpretazione.

Sono tante, insomma, le storie e cospicuo è il materiale con il quale questa serie – tanto attesa – possa nuovamente esplodere e regalare un mondo immaginario unico e accattivante agli spettatori.

Ciò che noto, pur essendo un accanito sostenitore di WestWorld (e se ve lo starete chiedendo, io sì, davvero credo che sia una delle serie più belle di questi anni), però, è che lo show HBO troppo spesso tenda al cervellotico. Alcuni passaggi sono difficili da capire, da riordinare, da decrpitare. Ma credo, tuttavia, che, con una buona dose di attenzione, la serie possa davvero conquistare il pubblico e uno spettatore, con una discreta soglia di concentrazione.

In parole povere, se date una chance a WestWorld non ve ne pentirete, ma non aspettatevi di comprendere il mondo di questa meravigliosa serie in pochi minuti!

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