CULT MOVIES #1: Pretty Woman

Buongiorno lettori, con oggi voglio inaugurare una nuova rubrica periodica. Il concept è molto semplice e lo si può intuire già dal titolo. Desidero parlare di film cult (e per “cult” intendo qualsiasi film rimasto, a suo modo, nella storia e nella memoria degli appassionati), cercando di riportare alla vostra mente anche film lontani nel tempo.

E oggi si parte con un film del 1990, che, vi sembrerà strano, non avevo visto fino alla settimana scorsa. Parlo di Pretty Woman, film diretto da Garry Marshall, con protagonisti Richard Gere e Julia Roberts.

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La trama la conoscete tutti, ma cerchiamo di ripassarla. Vivian è una prostituta che bazzica l’Hollywood Boulevard. È intrappolata in una vita senza sbocco, almeno fino a quando non incontra Edward Lewis. Edward è un affarista spietato che, forse incantato dalla bellezza di Vivian, forse incuriosito dal suo carattere brioso, decide di passare una notte con lei e poi di “ingaggiarla” per accompagnarlo durante la settimana che egli deve passare a Beverly Hills, al termine della quale si innamora di Vivian e decide di instaurare una relazione duratura con lei.

Chiaramente nulla di troppo originale. Sono tanti i film in cui il/la protagonista partono dal niente e, per volere del destino, come in ogni favola che si rispetti, si trasformano completamente. Se fosse un cartone animato, Vivian (Julia Roberts) diverrebbe una vera e propria principessa. In questo film, però, si deve limitare a diventare la compagna di un uomo ricchissimo, pronto a viziarla in ogni modo. Per rendere più “paritario” il rapporto Marshall, però, sottolinea come anche Vivian riesca a dare qualcosa a Edward, mostrandogli l’importanza della compassione e dell’amore.

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Il film si lascia guardare per l’intera durata e funziona in ogni suo aspetto. Una commedia romantica, che, ritengo, è stata in grado di affrontare e abbattere alcuni tabù. Non so se negli anni ’90 fossero più arretrati mentalmente rispetto ai tempi nostri, ma è certo che scrivere un film su una prostituta che diventa una principessa non è cosa da poco. Una trasformazione perfettamente descritta che suscita la simpatia e che rende il personaggio di Julia Roberts – potrebbe suonar strano – tenero agli occhi degli spettatori. Vivian è rozza, ma non è stupida. È ignorante, ma ha tutte le capacità per stare al passo. E poi, vorrei aggiungere, la mimica della Roberts è perfetta. Strappa sorrisi e ottiene il sostegno di chiunque si trovi a guardare il film. Ed è forse la sua grande interpretazione (che, purtroppo, gli è valsa solo la nomination agli Oscar) a rendere questo film cult. Ha donato grande successo a questa pellicola, che, in cambio, si è rivelato il definitivo trampolino di lancio per renderla una star affermata ad Hollywood.

Quindi, che dire? Forse non sarà un film troppo femminista (penso che, ad oggi, tanti storcerebbero il naso a vedere una donna che si riscatta per il tramite dei soldi di un uomo), ma un film certamente riuscito e divertente, meravigliosamente interpretato dalla sua protagonista. Una commedia romantica in grande stile, con scene iconiche (su tutte quelle in cui Vivian va a fare shopping per Rodeo Drive).

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