Mondayfeels #5: la morte di Boromir ne “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello”

Credo che possiamo concordare tutti sul fatto che il feel di oggi sia uno dei più memorabili mai raccontati sul grande schermo.

La Compagnia dell’Anello, primissimo film di quello che poi è diventato un franchise globale e multimiliardario dedicato alla saga letteraria di Tolkien, aveva presentato al pubblico il personaggio di Boromir (Sean Bean) in maniera assolutamente controversa e ambivalente.

borooo

Il figlio di Denethor, l’ultimo sovrintendente di Gondor, appariva sì, un guerriero valoroso, ma soprattutto un individuo fragile, che si lascia irretire facilmente dall’anello del potere.

Boromir, ad un tratto, mette a rischio la stessa incolumità di Frodo, pur di fare suo l’anello, ma, alla fine, comprende i suoi errori e ottiene la redenzione, sacrificandosi per la salvezza degli Hobbit.

boro

La redenzione e il sacrificio di questo personaggio, magistralmente narrati dalla regia, sono dei momenti che mettono i brividi e che hanno, a mio modo di vedere, dato un ulteriore spinta alla carriera di Bean, costellata da tantissimi ruoli e da una serie infinita di “morti cinematografiche”.

10 commenti

  1. Si dice che, dopo l’ennesima morte in scena di Sean Bean, i suoi amici e colleghi abbiano fatto una petizione a registi e sceneggiatori affinché gli assegnassero ruoli più longevi… 🙂
    Evidentemente Bean è considerato un attore capace di rendere credibile il trapasso.
    (La “morte cinematografica” più insolita e efficace che io ricordi è però quella di Brendan Gleeson nel film In Bruges, dove in pratica dell’attore viene inquadrata solo la parte superiore del viso: muore con gli occhi, insomma… Bravissimo.)
    A proposito di Sean Bean, non mi risulta sia mai stata trasmessa in Italia la serie Sharpe, ispirata da un filotto di romanzi di Bernard Cornwell (ne ho letti un paio: niente di esaltante secondo me), nella quale il nostro interpreta il ruolo di un sottufficiale dell’esercito britannico al tempo delle guerre napoleoniche. E, soprattutto, non muore prima della parola Fine 😉

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