Son passate solo tre settimane, ma siamo già tornati ad Almodòvar. Devo ammettere che il primo film mi ha colpito al punto da voler approfondire ancora di più l’arte di questo regista spagnolo, capace di narrare in modo avvincente e curioso le vite di personaggi paradossali e, allo stesso tempo, vincolati alla realtà.

Volver, il film di cui parleremo oggi, è una pellicola del 2006, pluripremiata, con il riconoscimento assegnato anche della miglior sceneggiatura assegnato al Festival di Cannes.

volv

La storia del film narra le vicende di una famiglia: la famiglia di Raimunda (Penelope Cruz). Raimunda scopre che la figlia (Yohanna Cobo) ha ucciso accidentalmente il padre, Paco, che voleva abusare di lei. Con una freddezza impressionante, allora, Raimunda occulta il cadavere e, contestualmente, inizia a lavorare in un ristorante, di cui le erano state lasciate le chiavi soltanto al fine di mostrarlo a potenziali nuovi acquirenti. Parallelamente si sviluppa la storia della sorella di Raimunda, Sole (Lola Duenas), che incontra la madre, morta tre anni prima, Irene (Carmen Maura). Si scoprirà, nel corso della pellicola, che quella che, all’apparenza, era la comparsa di uno spirito è in realtà la vera Irene, scomparsa dalla circolazione dopo essere stata ritenuta morta in un incendio, in cui la stessa Irene ha ucciso il marito e l’amante di lui.

Si tratta di un “dramedy” ben realizzato, in cui le scene più crude e intense si alternano a segmenti più “rilassati”. C’è poca attenzione a quello che sarebbe uno sviluppo credibile e verosimile degli eventi. Almodòvar sembra, infatti, voler sviluppare una storia non credibile all’interno di una realtà estremamente veritiera, che ci mostra una cittadina e una comunità superstiziosa e arretrata, in cui alcuni schemi si ripetono inevitabilmente e incidono sulle vite dei personaggi femminili della pellicola.

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È un film che viene apprezzato per l’interpretazione corale di un cast principale interamente femminile. Tutte le donne del regista spagnolo risultano essere personaggi studiati nei minimi dettagli, che affascinano lo spettatore e mostrano al pubblico una forza e un’intraprendenza impareggiabili.

volve

Una delle tematiche del film, secondo me, è collegata al destino. Si narra, infatti, una sorta di guerra al destino, portata avanti dalle donne della famiglia, che, malgrado le coincidenze sfortunate, danno sempre l’idea di potersela cavare, di essere più forti delle avversità.

È un film che, al di là di un evidente contaminazione surrealista, presenta uno sviluppo e un intreccio molto tradizionale, che porta avanti una storia coerente ed interessante. Sicuramente un ottimo film, che merita di essere guardato.

14 commenti

      1. allora action è brass ma tacchi a spillo, quello che ho citato, p almodovar; inoltre ho visto anche la pelle che abito (ora sto controllando dalla sua pagina wikipedia per non sbagliuare xD); ho visto un pezzo di Che ho fatto io per meritare questo?; un pezzo di Gli amanti passeggeri

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