Recensione di “Spiderman – Far From Home”

Con un po’ di ritardo, anche io ho recuperato Spiderman Far From Home (diretto da Jon Watts), secondo capitolo della nuova saga dedicata all’Uomo-Ragno, che segna il definitivo punto di chiusura della fase tre del Marvel Cinematic Universe. Dalla stessa casa di produzione, il film è considerato come l’ultimo film della “prima saga” che ha coinvolto tutti i film prodotti, a partire da Ironman (2008).

Avventurandovi oltre nella lettura, potrete incappare inevitabili spoiler, quindi siate preparati!

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Con la consapevolezza di non poterci aspettare grossi scossoni di trama, in vista di una nuova fase che comincerà coi prossimi film, Spiderman ha comunque attirato una grossa fetta di pubblico. Ma soprattutto non ha deluso le aspettative. 

Personalmente, devo ammettere di averlo trovato migliore di quanto potessi credere. Mi aspettavo una commedia con poco a pretendere, e pochissime emozioni. Invece, Quentin Beck (Jake Gyllenhal) e tutte le tematiche collegate al suo personaggio, hanno dato al film una profondità che, sinceramente, non mi aspettavo. 

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Chiariamoci, Spiderman Far From Home è – quasi in pieno – una commedia, più che un film da super eroi, ma lo è in un modo assolutamente affascinante. Pur non avendo quella maturità e un antagonista in grado di far venire le palpitazioni, caratteri riconosciuti agli ultimi due capitoli di Avengers, il film su Spiderman riesce a riempire gli occhi e il tempo, con una storia credibile, densa di significati, e un brio naturale che non guasta. 

Potrei soffermarmi sul minimo tentativo degli Showrunners di ovviare ad eventuali buchi di logica causati dal Blip e dal fatto che i protagonisti della storia fossero ancora al liceo, ma preferisco non farlo. Anche in Avengers, mi sembra, che gli aspetti più delicati della trama – vedasi viaggio nel tempo – non siano stati poi così approfonditi. Semplicemente perché si tratta di film di supereroi, diamine, se non mi creano un buco di logica GRANDE COME UNA CASA, francamente riesco a godermi lo stesso il film. Che poi… Ho visto buchi di logica talmente enormi in prodotti sicuramente più sofisticati dei film di supereroi (Ciao, Game of Thrones, io non dimentico) che, ormai, ho la bocca buona.

Dicevo, a me è piaciuto molto il messaggio che si è mandato con la figura di Mysterio. Non che sia qualcosa di nuovo, ma parlare di credenza in un’epoca in cui la politica sembra riuscire ad abbindolare le masse, anche soltanto sfruttando a dovere i social media, mi colpisce parecchio. Sicuramente, il villain interpretato da Jake Gyllenhaal è unico e originale, all’interno del Marvel Cinematic Universe.

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C’è poco altro da dire sul film, se non che continuo a non essere entusiasta di Zendaya nei panni di Mary Jane. La trovo davvero troppo distante dai fumetti e dalle altre raffigurazioni del personaggio. Probabilmente è priva di fondamento la mia critica, anche perché, per esempio, sono uno dei pochi a non trovare aberrante il fatto che La Sirenetta avrà una protagonista di colore. Scherzi a parte, Tom Holland e Zendaya (sì, perché qualcosa mi disturba anche di Holland) mi sembrano troppo distanti da quello che è Spiderman nel mio immaginario. Mi sono sempre immaginato e ci hanno sempre portato ad immaginare Spiderman come un “ragazzo normale”, peraltro assai impacciato. E Mary Jane è sempre apparsa una ragazza, tutto sommato, ingenua e dolce. E, invece, ci ritroviamo un ragazzo che ha gli addominali pure sotto gli occhi e una ragazza che è più badass di qualsiasi villain gli Avengers abbiano mai affrontato.

Comunque dai, non vi ammorbo più con le mie riflessioni sconclusionate. Resta il fatto che consiglio davvero questo film di Spiderman!

12 pensieri riguardo “Recensione di “Spiderman – Far From Home”

  1. Non ho visto il film, però
    1) Peter ha davvero muscoli ovunque, nei fumetti. È più asciutto di altri energumeni, ma è parecchio prestante.
    2) Mary Jane è dolce, nei fumetti, ma è (o si mostra) molto sicura di sé. La sua frase d’esordio, quando si incontra con Peter, è una cosa del tipo “Ammettilo, tigre, stavolta hai proprio fatto centro” – a me sembra proprio una frase anche un filo arrogante, presenta l’idea di una sicurezza estrema circa il proprio aspetto.

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  2. Anche a me è piaciuto molto, decisamente più di Homecoming! Bello anche il modo in cui Peter cerca di ricreare con Mysterio il rapporto padre/figlio che aveva con Tony, salvo poi scoprire che non è più possibile.

    A me Tom Holland piace molto, mi è simpatico e mi sembra che incarni abbastanza bene la mia idea di Spider-Man (posto che, per me, quello perfetto è stato Andrew Garfield). Zendaya… anche a me non piace, la trovo davvero antipatica a pelle. Qui mi ha reso meno insofferente, ma, ad esempio, è stata una delle cose che mi hanno reso così indigesto Homecoming. Che non ha niente a che vedere con il colore della pelle (per quanto io sia uno dei detrattori del casting della Sirenetta), ma proprio per come si pone; mamma mia, la trovavo insopportabile nei telefilm su Disney Channel e la trovo insopportabile ancora adesso.

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  3. Ciao e complimenti per il post!
    Del film mi è piaciuto tantissimo il concetto di illusione che ruota attorno alla figura del villain, elemento che mi ha fatto amare la pellicola tantissimo, forse anche sopra i suoi effettivi meriti, perchè veramente non me l’aspettavo un film Marvel così profondo…
    Ho scritto anche io una rece (un po’ particolare) sul film, magari la troverai interessante!!!!

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