La testa nel frullatore

Ciao a tutti, lettori del blog.

Sinceramente, oggi non avevo nemmeno in programma un post per il blog, ma ho pensato “diamine, è un blog, è anche un posto dove ci si può sfogare, non devi per forza recensire qualcosa per andare online“.

Pertanto, oggi volevo davvero sfogarmi con voi, dato che mi sento la testa sotto una pressa, dentro un frullatore, quasi…

Domani ho la presentazione del mio primo libro, e non riesco nemmeno a capire che sensazioni provi. Da una parte, si è molto amplificata la mia – già radicata – consapevolezza che scrivere un libro fosse soltanto un PRIMISSIMO passo, prima di una lunga, forse interminabile, maratona. Pubblicandoti un libro, in fondo, non dimostri niente. Anzi, spesso, arriva alle persone proprio il messaggio opposto a quello che volevi fare arrivare.

Se per me scrivere un libro significa assecondare l’esigenza di raccontare una storia, agli altri può sembrare quasi che scriverlo sia stato un atto di auto-affermazione. La verità è che se, da anni, mi do da fare tra il blog e altre piattaforme, è perché davvero non posso rinunciare a seguire questa mia passione. Così come ho creato, insieme a Feliscia de “Il Lettore Curioso” il gruppo di scrittura, e mi sono dedicato a un canale youtube. Bisogna provarle tutte, e farlo non significa essere esibizionisti, delle facce toste o altro. Anzi, sono per natura molto timido.

Tutti questi pensieri mi affollano la testa, e mi sento davvero MOLTO preoccupato all’idea di dovermi scuotere la testa e far capire quello che per me la scrittura è sempre stata e sarà sempre domani. Mai un obiettivo di affermazione, ma una necessità!

Che poi… Proprio per chi aspira a diventare uno scrittore – aspira sì, perché molti credono che il fatto stesso di essersi messi su un mercato implichi già essere arrivati ed essersi fatti i soldi (niente di più falso) – i complimenti sono spesso inutili. Non ho mica creato un oggetto, che basta guardarlo per farsi un’idea. Se vuoi farmi i complimenti, devi prenderti quanto meno due minuti e vedere che ho fatto e se pensi che l’ho fatto in maniera dignitosa. Altrimenti, a denti stretti, non stai facendo altro che quello che pensi io voglia, ovvero dare conforto alla mia vanità. Gli auguri sono ben accetti, i complimenti li trovo poco sensati, a meno che si tratti di persone – come molti dei follower del blog – che, in più occasioni, hanno avuto modo di leggere e apprezzare non solo i miei contenuti ma anche il mio modo di scrivere. (QUINDI NON SENTITEVI CHIAMATI IN CAUSA)

E’ un post a cuore aperto, che, forse, cozza un po’ con tutte le strategie di marketing, con tutte le lezioni imposte dalla società, che ti vorrebbe sempre sorridente e imperturbabile. No, non sono imperturbabile. Sono una persona che si emoziona come tutti, e che ha deciso di metterci fino all’ultima cellula di energia per fare altri passi su questo enormemente difficile percorso. E non lo farò per affermarmi, ma per realizzare il mio sogno di raccontare storie a chi è disposto ad ascoltarle!

24 pensieri riguardo “La testa nel frullatore

  1. In bocca al lupo per domani! Anche io sono una persona molto introversa, e posso immaginare cosa significhi trovarsi di fronte a un pubblico e dover presentare qualcosa che hai scritto; per me, già l’idea di far leggere qualcosa a qualcuno mi tiene sveglio la notte!
    I complimenti di circostanza sono effettivamente imbarazzanti, soprattutto perché spesso LO SAI che chi parla non ha letto una parola di quello che hai scritto. Allora fai finta di niente, sorridi e cerchi di cambiare argomento in fretta. Io ho la fortuna di avere un’amica brutalmente onesta, per cui posso sempre contare sul fatto che la sua opinione sia sincera (anche se a volte fa male, tanta sincerità).
    Ti auguro per domani di avere tanta gente, e soprattutto tanta gente che conosci e ti vuole bene; magari riesci a costruire una sorta di comfort zone e uscire indenne dalla libreria!

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    1. Diciamo semplicemente che ho capito che alcune persone avevano “ignorato” volutamente la notizia e da alcuni mi aspettavo un po’ di sostegno, ma non ce n’è stato minimamente.
      Parlando con chi già c’è passato, ho capito che scrivere un libro non viene preso da chi conosci come “che bello, che bella cosa” ma più come “chi si crede di essere” oppure “seh, in bocca al lupo, a me non interessa niente, se ti deve sostenere qualcuno non contare su di me”. Dai la butto per scherzare, però penso che il motto “Nemo Propheta in Patria” sia calzante.
      Ho ottenuto migliori riscontri da persone molto meno vicine, che da quelle di cui davo per scontato il sostegno. Forse, si ha maggiore serenità di giudizio a valutare un qualcosa, quando non hai un attaccamento con una persona.

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      1. I miei amici fanno il tifo per me, quando provo a fare un salto di qualità, non mi sviliscono.
        Forse devi cambiare catalogazione alle tue conoscenze, perché passi chi non si interessa perché preso da altre questioni, ma le citazioni che hai riportato sono sconfortanti!

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  2. I post a cuore aperto ci vogliono, non esiste la vita perfetta. Per domani non ti preoccupare, parlerai della tua creatura quindi andrai alla grande. Per esperienza ti dico di non aspettarti niente da nessuno(soprattutto da chi conosci ), di solito le soddisfazioni maggiori arrivano dagli estranei. Vivi ogni momento di questa nuova esperienza con gioia e continua sulla tua strada👍😊

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    1. Sai com’è, ci sono quelle poche volte in cui hai bisogno di sostegno e non trovarlo un pochino ti spiazza. Ma, alla fine, si va avanti per la propria strada e si capisce quali sono i rapporti in cui bisogna investire!
      Grazie del commento! Un abbraccio 🙂

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  3. Come ti dicevo in privato questo post mi è piaciuto molto. Alla fine un blog è anche questo, uno spazio personale nel quale aprirsi.
    In momenti come questi capisci anche chi ti supporta davvero e chi invece non potrà mai essere felice per i tuoi successi.

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