Limite del 5% agli sconti sui libri: il disegno di legge che scatena il dibattito

Non so se lo sapete, ma da un paio di mesi si sta discutendo di una legge che imporrà il tetto massimo dello sconto sui libri al 5%. Tale legge è stata approvata a metà Luglio e prevederà una serie di limitazioni sulla vendita di libri, con l’obiettivo di ridurre il gap delle librerie fisiche e indipendenti rispetto a colossi come Amazon.

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Se, per anni, infatti Amazon, con le sue offerte vertiginose, ha portato alla chiusura di migliaia di librerie, in Italia si è pensato finalmente di ridurre il suo potere nel mercato dell’editoria.

Si tratta del secondo limite al commercio sui libri, dato che con la Legge Levi si era già imposto il limite al 15%. E contestualmente, adesso, si sono previsti degli incentivi fiscali per le librerie indipendenti.

Sembrerebbe “tutto bene, quel che finisce bene”. Ma temo, alla luce delle discussioni sui gruppi facebook dilagate in queste settimane, che in Parlamento si siano fatti i “conti senza l’oste”.

Parliamoci chiaro, in un Paese ostile alla lettura, sempre più indietro rispetto ad altri paesi, con un reddito medio in caduta verticale, imporre ai consumatori di comprare a prezzo pieno un libro non può che scoraggiare. E i piccoli contraltari al limite agli sconti posti nella legge – ovvero la possibilità di fare un mese di sconti all’anno in cui si può arrivare fino al 20% di sconto, ma solo per i libri non pubblicati nei sei mesi precedenti – non sembrano essere adeguati.

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Su internet, infatti, il consumatore medio annuncia che ricorrerà a piccole scorciatoie, visto che l’aumento dell’esborso economico per l’acquisto del libro non è compensato da una maggiore volontà di leggere né da un aumento del salario o da un generale miglioramento della condizione economica italiana. E le scorciatoie in questione, paventate da chi bazzica i gruppi di lettori, sono le seguenti: comprare soltanto ebook, comprare libri in lingua originale. Non mettiamo nemmeno nel conto chi, invece, sarà spronato a ricorrere alla pirateria.

Con questo post volevo stimolare la conversazione su questo tema a me caro, dopo i recenti articoli sulle statistiche relative ai lettori italiani.

In qualche modo, credo che si sia fatta una buona legge, ma inadatta per il panorama italiano. Se è risaputo – statistiche alla mano – che tra una pizza e un libro l’italiano tende a preferire la pizza, perché aumentare il costo del libro dovrebbe incentivare la lettura? Di fatto, si ridurrà all’osso la fetta dei lettori e rimarranno solo i lettori “hardcore”, che comprano a prescindere dal prezzo.

Se l’intento era scoraggiare Amazon e favorire le librerie indipendenti, potevano farsi altre manovre, come ad esempio bloccare gli sconti soltanto per le librerie online e/o incentivare gli sconti nelle librerie fisiche. Invece, il tetto vale tanto per l’acquisto online quanto per l’acquisto in negozio, quindi si penalizza esclusivamente il lettore. E non è un caso che i “grandi editori” siano scontenti della manovra.

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Poi, aggiungo, che la previsione di una carta che incentivi la cultura da corrispondere a chi appartiene a nuclei familiari svantaggiati mi piace veramente poco. Con la 18APP ho assistito a eventi incredibili. Gente che acquistava libri per poi rivenderli, perché non interessata a leggere, ma solo ad ottenere il denaro. Nella migliore delle ipotesi si sono comprati libri destinati poi a impolverarsi, senza essere letti.

Se si deve incentivare la cultura e l’acquisto dei libri, una carta dovrebbe essere data a chi effettivamente sostiene il mondo dell’editoria e compra, all’anno, ben più di quei 4 libri per considerarsi lettori forti.

Cosa ne pensate?

Io, dal canto mio, penso che comprerò più ebook, perché l’aumento dei prezzi non cambia la realtà del mio portafoglio che langue…

25 pensieri riguardo “Limite del 5% agli sconti sui libri: il disegno di legge che scatena il dibattito

  1. In altre nazione il “potere” di Amazon è già stato limitato da tempo, infatti, un autore disse che in Francia, se non sbaglio, i prezzi dovevano essere gli stessi (online e libreria fisica). Dal canto mio, continuerò a prediligere il digitale. Da quando ho iniziato a viaggiare per lavoro il kindle è diventato la mia fortuna 🙂

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      1. Più che altro, lo sconto al 5% è davvero basso. Quando si fanno offerte – in periodi precisi e limitati, che siano negozi fisici od online – lo sconto deve poter essere più consistente, non un pidocchioso 5% che si traduca in due ramini in più nel portafogli!
        Il mio spacciatore di fumetti (perché la cosa tocca pure i fumetti, non solo i libri) ha detto che la loro associazione ha spinto molto, per ciò che poteva, per far passare il limite al 5% – dovuto al fatto che i distributori si mangiano una frazione consistente del guadagno – ma secondo me un tetto così basso diverrà un autogol notevole.
        Se poi consideriamo che certe figure nell’editoria (traduttori, autori, eventuali revisori bozze – se ancora esistono – ed editor) continueranno ad essere pagati tra il poco e il niente…

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    1. Neanche io leggo libri appena usciti. Ma il limite sugli sconti, purtroppo, varrà anche per i libri usciti da tempo. Per me è una mezza fregatura, ma, come dicevo, magari darò più spazio agli autori emergenti e ai loro ebook.

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  2. Una legga va scritta molto molto bene e dopo la Prima Repubblica non ricordo leggi ineccepibili.
    In questo caso specialmente serve un testo legislativo perfetto per limitare lo strapotere di Amazon che, ricordiamoci, vince sempre perché non ha i costi dovuti alle tasse.
    Ma la colpa non é di Amazon, bensì del sistema statunitense che non lo regola e gli permette di espandere il suo impero.
    In conclusione, secondo me le misure da prendere sono giuste, mi piange il cuore quando vedo una piccola libreria vuota o addirittura chiudere.
    Ma la realtà é che un potere così forte é quasi impossibile da fermare

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    1. Ma sul fatto che il risultato finale debba essere questo, ma secondo me non è la legge giusta per arrivare a questo risultato.
      E infatti molti hanno detto che una legge simile dovrebbe essere accompagnata da una maggiore sensibilizzazione e coinvolgimento delle persone al mondo della lettura. Se i lettori restano pochi e i lettori occasionali preferiscono spendere in altro modo, se aumenti i prezzi, non ottieni niente, anzi porti a vendere meno libri in generale.
      Almeno, per quello che ho studiato di economia, mi sembra inevitabile questo risultato.
      E’ una legge che va bene in paesi dove si legge, non nel quintultimo paese europeo per densità di lettori.

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      1. Come ho detto, é dalla Prima Repubblica che non vedo una nuova legge vincente…
        Purtroppo é assai difficile scriverne una come si deve e quello che hai detto tu é verissimo.
        In Italia si legge pochissimo.
        Noi siamo abituati a WordPress, ma la realtà é un’altra.
        Ti dico solo che il mio articolo più visualizzato riguarda un gioco per il telefono. Ho scritto decine di articoli sui libri, ma sono lontani anni luce da quello

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  3. E niente. Se l’intento di questo governo è aumentare l’ignoranza ci sta riuscendo benissimo. Prima ha ridotto le domeniche gratis ai musei alla metà fingendo che invece ha aumentato le giornate dando autonomia ai musei di scegliere le date od addirittura gli orari costringendo il fruitore ad una caccia al tesoro della giornata gratuita. Ora questo.
    Sono stata l’altra settimana in libreria ed i prezzi dei libri sono altissimi. La media sono €15 (sì, per me lavoratrice stagionale è un prezzo alto, ma anche per mia madre semplice impiegata) alcune volte è anche la versione tascabile. Non compro un libro appena uscito da anni, aspetto gli sconti che comunque non arrivano mai a più del 15% e la maggior parte delle volte compro online od al supermercato.
    Gli e-book non mi piacciono, ma se continua così mi sa che dovrò cambiare idea.
    Mchan
    Ps: tu sei fortunato che conosci persone che con il bonus per i 18 anni ci hanno comunque acquistato dei libri, l’anno scorso un tizio che lavorava con me mi ha detto che un suo amico 18enne ci ha comprato dei biglietti per dei concerti che ha poi rivenduto a lui.

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      1. Invece di dare questi “contentini” dovrebbero pensare ad abbassare le tasse così che la cultura non diventi davvero qualcosa di nicchia ossia per soli abbienti.
        Mchan

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