Recensione di “Ninfa Dormiente” di Ilaria Tuti

Dopo un paio di giorni dedicati alla lettura, finalmente torno a fare recensioni di libri sul blog. Il libro di cui parlo oggi è “Ninfa Dormiente” di Ilaria Tuti, talento italiano emerso con la precedente edizione di IoScrittore. Sono molto felice di fare questa recensione, perché il suo libro mi è stato regalato dalla Casa Editrice proprio per aver passato le selezioni del torneo di quest’anno, quindi “vincere” questa lettura mi ha sicuramente messo più voglia di leggere il romanzo.

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“Ninfa Dormiente” è un thriller molto colto ed elegante, in cui spicca, a mio modo di vedere, la capacità della Tuti di delineare atmosfere e di fare immergere il lettore nella narrazione. Credo che lo stile di scrittura sia, infatti, la cosa migliore del libro, che, tuttavia, presenta alcuni difetti.

Partiamo col dire quello che mi ha convinto di meno: il romanzo era troppo “carico”. Carico di storie, di spunti, di approfondimenti, di temi, di trame e di sotto-trame. C’era talmente tanto materiale che si potevano scrivere dieci libri, non uno. Ma la Tuti ha deciso di strafare e di mettere una miriade di ricerche e di temi all’interno di una storia, che, forse, pecca di efficacia in un aspetto fondamentale: quello del movente degli omicidi.

Se, infatti, consideriamo l’idea alla base – l’originale “cold case” che ruota attorno a un quadro dipinto col sangue -, potremmo prevedere un romanzo meraviglioso e unico nel suo genere, capace di coinvolgerci dall’inizio alla fine. E in parte “Ninfa Dormiente” raggiunge gli obiettivi che promette con un incipit e con un soggetto, che, sin dalle prime pagine, appare intrigante. In parte, invece, si perde nelle troppe tematiche. Davvero troppi messaggi, davvero troppo dell’autrice.  E, come dicevo, invece, appare poco credibile il movente dietro agli omicidi. Francamente mi sono ritrovato a fare un investimento emotivo nella storia che non ha portato a un disvelamento del mistero di intensità pari a quello che era stato il mio coinvolgimento. Come se primario, nella narrazione, non fosse il mistero ma l’esigenza di affrontare decine di tematiche diverse.

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In ogni caso, Ilaria Tuti è una bravissima scrittrice – a cui non perdono solamente il fatto che le sia sfuggita la parola “prescrizione” in relazione all’omicidio (roba da uccidere istantaneamente un laureato in giurisprudenza) – capace di scrivere un romanzo avvincente e interessante, che ha riproposto il meglio degli stilemi e degli archetipi del thriller internazionale.

E’ una lettura che, dunque, consiglio, se non altro perché troverete pochi capaci di scrivere bene come lei!

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