Intervista a Eireann Leah Reid: ci presenta la pagina “The Brave – Letture Ribelli”

Oggi voglio parlare di scrittori emergenti e di “lettori emergenti”. Bazzicando nel mondo dei blog e dei gruppi facebook, ho iniziato a conoscere una realtà sempre più consistente, alimentata dalla passione di centinaia di scrittori, che cercano di trasformare il loro sogno in una professione o, quanto meno, di essere letti da più gente possibile.
Di recente, mi sono reso conto di dovermi mobilitare, a mia volta, per sostenere gli emergenti, perché tra questi, inevitabilmente, mi ci metto in prima persona, dopo essermi buttato in questo mondo con il mio romanzo “Cloude – Il Portale”.
E oggi voglio fare un primo step, in una strada che – nelle mie intenzioni – vuole dare sempre più spazio agli scrittori emergenti sul blog. Per farlo ospito nelle pagine del mio blog Eireann Leah Reid, un’appassionata lettrice, che ha da pochissimo creato una pagina dedicata agli autori emergenti e alle letture “indipendenti” che il web offre.
La sua pagina si chiama “The Brave – Letture Ribelli” e la consiglio a chiunque voglia conoscere il magnifico mondo di autori emergenti, in grado di plasmare milioni di realtà diverse. Per parlare di letture indipendenti e di scrittori emergenti, ho deciso di fare una piccola intervista all’autrice di questo progetto e queste sono le domande a cui Eireann si è prestata:

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Innanzitutto benvenuta sul mio blog. Volevo chiederti, per prima cosa, quali sono state le ragioni a spingerti a creare la pagina “The Brave – Letture Ribelli” e quali sono gli obiettivi che ti poni con questa pagina?

Grazie a te per avermi invitata. La ragione principale è legata al fatto che sono fermamente convinta che gli autori esordienti/emergenti meritino maggior visibilità.
In questi due anni, due anni e mezzo, ho deciso di leggere esclusivamente libri di autori italiani “sconosciuti” ai più e ho scoperto testi validissimi che meritano di essere letti e apprezzati dal maggior numero di persone possibile.
La seconda, più banale se vogliamo, è legata alla frustrazione di non poter lasciare recensioni su Amazon. Sono regolarmente iscritta e ho acquistato diverse volte sullo store. Però sembra che, per la sua politica, io spenda “troppo poco” per poter avere il diritto di dire la mia su prodotti regolarmente acquistati.
Per queste ragioni ho creato la pagina con il preciso obiettivo che possa ben presto diventare un faro sia per gli scrittori, ma anche per quei lettori che cercano nuove letture rigorosamente made in Italy.

In secondo luogo, volevo chiederti se scrivi, a tua volta, o se sei solo un’accanita lettrice.

Sono prima di tutto un’accanita lettrice (anche se purtroppo negli ultimi tempi non riesco a leggere quanto vorrei) e ho iniziato a scrivere seriamente da poco. Ho scritto racconti con elementi horror e fantasy – ancora inediti – e un racconto lungo per bambini; quest’ultimo per un progetto scolastico sul riciclo.
Attualmente sono alle prese con la stesura della mia saga paranormal “Witch Hunters“, composta da racconti lunghi e romanzi veri e propri.
Entro qualche mese dovrei riuscire a pubblicare uno dei racconti che vede come protagonista una giovane strega dalle nobili (e maledette) origini e i suoi “guardiani”.
Per quanto riguarda i romanzi, mi sto guardando in giro per trovare la CE adatta per una futura pubblicazione.
Per chi lo desidera, può visitare la mia pagina “Witch Hunters”, giusto per farsi un’idea della saga e dei suoi personaggi.

Parlando di scrittori emergenti, mi sento di dire che “emergenti” è un termine molto inflazionato, ma che mal rappresenta la realtà. Si legge sempre di meno, e sembra non esistere la tattica perfetta per vendere tante copie. Quali consigli ti senti di dare a chi vuole autopubblicarsi o a chi cerca di vendere un libro, senza avere alle spalle qualcuno che curi il marketing?

Investite nella cura del vostro libro, è fondamentale. Curatelo sotto ogni aspetto, dalla copertina (essendo il biglietto da visita del vostro libro deve attirare l’attenzione dei possibili lettori, quindi vi consiglio di ingaggiare un grafico o, se ve lo potete permettere un illustratore, che sappia fare bene il suo lavoro) all’editing. Fate editare il vostro libro da editor competenti prima di metterlo sul mercato. L’editing è fondamentale per potrete offrire un prodotto finito e al massimo delle proprie potenzialità. Pensare di essere in grado di autoeditarsi è una mera illusione.
Inoltre consiglio di sfruttare in maniera intelligente i social, facendosi conoscere senza risultare spammoni fastidiosi e/o autori arroganti “già arrivati”.
Bisogna essere presenti senza risultare molesti, specialmente sui gruppi facebook, evitando di postare o discutere al solo scopo di fare pubblicità al proprio libro (posso assicurarvi che questo è un comportamento controproducente). Bisogna sapersi relazionare con umiltà e, soprattutto, saper accettare le critiche: non si può pretendere che il libro scritto con tanta dedizione e amore piaccia a tutti.
Inalberarsi per critiche negative e fare le vittime piagnucolando sul web è da immaturi: accettatele e farne tesoro (soprattutto se costruttive).
Iniziate a parlare del vostro libro uno o due mesi prima dell’uscita ufficiale, o sul vostro profilo o creando una pagina; incuriosite i potenziali lettori con qualche estratto o semplici citazioni.
Contattate blogger per segnalazioni e recensioni, spargete la voce. E poi abbiate costanza e pazienza: state correndo una maratona, non la 100 metri.
Infine, se avete scritto una storia suddivisa in più volumi (serie o saga che sia), non lasciate passare più di sei mesi tra una pubblicazione e l’altra. Un lasso di tempo maggiore porta i lettori a perdere rapidamente interesse nei confronti della vostra opera.

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C’è un grande scetticismo verso il self-publishing da parte di chi non conosce l’attuale mondo dell’editoria e le difficoltà di pubblicarsi con le case editrici se non si ha già un “pubblico bello e pronto”. Cosa ti senti di dire a chi ha un pregiudizio verso gli autori autopubblicati?

Dico che sempre più spesso le case editrici, anche le più blasonate, cercano autori proprio tra gli autopubblicati. E di autori talentuosi self ce ne sono. Certo, c’è anche da dire che il self-publishing dà la possibilità a tutti di pubblicarsi e, di conseguenza, ci sono anche in circolazione dei libri davvero scadenti (sia a livello di contenuto che di forma) che avrebbero fatto meglio a restare chiusi nel famigerato cassetto.
Bisogna solo saper scremare i testi senza nessuna forma di pregiudizio. Un libro poco curato, “amatoriale” “grezzo” come dir si voglia, lo si può riconoscere facilmente leggendo qualche estratto. Store come IBS, Amazon e affini danno la possibilità di leggere gratuitamente le prime pagine del libro prima dell’acquisto per permettere al lettore di farsi un’idea sul contenuto e valutare meglio l’eventuale acquisto.

Ora provo a essere cattivo. In prima persona, mi sento di dire di aver trovato estratti di self-publisher a dir poco “amatoriali” e, quindi, forse non adatti a una vendita. Come si fa, da esterno a questo mondo, a scegliere un libro di uno scrittore emergente che non delude le aspettative?

Io ho trovato testi commerciali e a dir poco “amatoriali” pubblicati da CE… Per rispondere alla tua domanda, come dicevo prima, leggere le prime pagine di un libro (oltre ovviamente alla quarta di copertina) aiuta a farsi un’idea dello stile narrativo dell’autore e, soprattutto, se il testo è stato o meno editato – particolare, questo, da non sottovalutare. Chiaramente se quelle pagine sono piene di errori grammaticali con frasi non strutturate, pessime descrizioni e dialoghi assurdi, fuggite a gambe levate!
Cercate quante più informazioni possibili sul libro che avete adocchiato e sul suo autore. Leggete le recensioni (sia positive che negative, purché costruttive) e gli estratti pubblicati. Anche seguire l’autore sui social può essere una buona mossa per capire se il suo stile può soddisfare o meno le nostre aspettative.

Quali consigli, invece, ti senti di dare sui contenuti di cui gli autori dovrebbero trattare per invogliare le persone a leggere?
Io sono dell’opinione che ognuno debba semplicemente scrivere una storia che ama, altrimenti non riuscirà mai a portare avanti un progetto. E se ha avuto passione e amore per il suo progetto, allora il risultato finale ne risentirà. Sei d’accordo con me?

Un’autrice (ed ex libraia) che ho avuto occasione di ospitare sulla mia pagina mi ha detto che in un libro i lettori cercano principalmente: intrattenimento, emozioni, evasioni e arricchimento. Agli scrittori dico: rispettate i lettori garantendo loro un testo al massimo delle proprie potenzialità, un prodotto finito (perchè questo è) ben curato sotto ogni punto di vista (cover accattivante e ben fatta, testo editato da persone competenti del settore).
Sono d’accordo con te, ognuno deve scrivere una storia che ama con costanza e impegno ma deve, al contempo, (sia che scelga di autoprodursi o tentare la pubblicazione con una CE) rendersi conto che scrivere è solo la prima parte del processo lavorativo di quel prodotto finale chiamato libro. Una volta terminata la stesura, inizia la fase di rilettura e correzione prima dell’editing vero e proprio. So che affidare la propria creatura nelle mani dell’editor è sempre un passaggio ostico (vi consiglio pertanto di sceglierlo con cura, visto che dovrete lavorarci gomito a gomito) eppure indispensabile per renderla migliore.

Infine, dicci perché sarà interessante seguire la tua pagina e cosa pensi di proporci sul tuo profilo di “Letture Ribelli”!

Interessante per la varietà di argomenti trattati (tutti legati ai libri). Si parlerà esclusivamente di libri di autori esordienti/emergenti italiani per dar loro maggior visibilità. Oltre ai classici post, ci saranno interviste live, condivisioni di pagine autori, link d’acquisto, le mie recensioni, segnalazioni, uno spazio dedicato agli addetti ai lavori (illustratori, grafici, editor, correttore bozze…) tutto condito in salsa ribelle. Inoltre da metà settembre non escludo la possibilità di approdare anche su Instagram.

Speriamo che abbiate apprezzato l’intervista. Potete trovare la pagina “The Brave – Letture Ribelli” a questo link

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