Cult Movies #26: Ghostbusters

Ci apprestiamo a Ferragosto e, immancabile come ogni sabato, ecco il nuovo numero di Cult Movies!

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Il film di oggi ci porta ancora negli anni ’80 e si tratta di una pellicola che non aveva molte pretese, ma che si è trasformata in un successo planetario e in un franchise che ha portato alla produzione di nuovi film anche in tempi più recenti. Sto parlando di Ghostbusters, commedia fantascientifica diretta da Ivan Reitman.

Ghostbusters viene considerato, tutt’oggi, come una delle migliori commedie statunitensi di sempre, oltreché uno dei migliori film dell’anno 1984.

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La vicenda, riassunta in modo semplice e schematico, ci porta in una New York infestata da fantasmi, spiriti e spiritelli, che tre scienziati e accademici nel branco della parapsicologia riescono a catturare, disinfestando gli edifici.

In questo caso, si tratta di un film che ho visto, anche più volte, durante la mia infanzia, ma che ho valutato, per la prima volta, con occhio critico. Rivedere film ammirati da bambino e poi persi nella memoria è sempre un po’ come distruggere un mito. Infatti, devo ammettere che ricordavo il film come un’opera cinematografica esaltante. Invece, i miei occhi da adulto mi hanno portato subito a notare che, in definitiva, il film dedicato alla cattura dei fantasmi non è altro che una commedia.

Chiariamoci, non c’è niente di male nelle commedie, ma il contesto fantascientifico/soprannaturale poteva rendere il film ancora più intrigante. Invece, Reitman si affida quasi unicamente alla comicità dei suoi attori, tra cui spicca Bill Murray, che, da terza scelta (il ruolo di protagonista era stato pensato per John Belushi e poi per Steve Guttenberg) si è trasformato in mattatore assoluto.

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Se lo si valuta, infatti, come un’opera più tridimensionale di una semplice commedia, infatti, si possono notare alcuni difetti, tra cui evidenzio senz’altro la semplicità con cui si introduce lo spettatore in un mondo popolato da spiriti e spiritelli. Senza contare che l’aspetto puramente scientifico di come “le catture” siano possibili è quasi del tutto tralasciato.

Insomma, i fantasmi ci sono, ma sono là per far ridere. Così come fa ridere la trama principale che ruota attorno a uno spirito magnificamente interpretato da una spassosa Sigourney Weaver, nei panni della posseduta, con al fianco un frizzante e riconoscibilissimo Rick Moranis.

Credo anche che uno degli obiettivi di Reitman fosse quello di creare un film leggero e che, anche per questa ragione, abbia preferito buttarla sul comico piuttosto che su un’impostazione narrativa complessa e dettagliata.

Ciononostante, non possiamo risparmiarci dall’affermare che Ghostbusters sia una commedia unica, esilarante e piena di brio, che merita di rimanere nella storia del cinema e nell’olimpo dei film diventati cult per il sostegno e l’amore del pubblico.

Con questa uscita, io vi annuncio la sospensione di “Cult Movies”, che ritornerà ufficialmente a Settembre! Se volete suggerire qualche titolo per quando ricomincerà la rubrica, utilizzate lo spazio commenti!

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