Il commovente addio di Orange is the new Black

Credo fossero anni che non mi sentivo così per la fine di una serie televisiva. Certo, The Big Bang Theory mi aveva commosso, ma più per l’affezione che provavo verso lo show che per la validità del finale. Orange is the new Black, invece, mi ha letteralmente straziato con la storia raccontata nella sua conclusiva stagione.

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Prima di addentrarmi in questo articolo dedicato alla serie Netflix creata da Jenji Kohan e ispirata al libro di memorie di Piper Kerman, facciamo un passo indietro.

Cos’è Orange is the new Black? E’ una serie iniziata nel 2013, che narra le vicende di un carcere femminile, in cui finisce reclusa Piper (Taylor Schilling), una donna bianca e benestante, che si è messa nei guai, per aver aiutato la fidanzata, Alex Vause (Laura Prepon), nei suoi traffici di droga. E’ una serie impostata a un crudo e spietato realismo, che cerca di smascherare il business dietro alle aziende carcerarie, l’incompetenza del personale tenuto a sorvegliare le detenute e le dinamiche che si creano in ambiente carcerario.

OITNB è stato il primo vero prodotto originale Netflix ad avere un successo planetario e, anche se, negli anni, la piattaforma ha prodotto show capaci di attirare una fetta maggiore di pubblico (13 Reasons Why e Stranger Things), Orange is the new Black è rimasto uno dei fiori all’occhiello del colosso di streaming.

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Lo show ci ha fatto conoscere decine e decine di detenute e ci ha fatto capire che, una volta entrati in carcere, si finisce impigliati in un circolo vizioso. Se non hai chi ti aiuta e chi ti aspetta fuori, finisci per non uscire mai dalla criminalità e continui a tornare e tornare. E in carcere si finisce per assistere a fenomeni di contrabbando e alla creazione di gang, che rendono pericolosissima la permanenza all’interno degli istituti penitenziari.

Nonostante la durezza delle tematiche, Orange is the new Black è riuscita a rivelarsi leggera, a narrare in modo delicato ed emozionante le storie e i background di alcuni protagonisti. Molti personaggi li abbiamo persi, nel corso della storia, ma siamo giunti alla fine con un epilogo realistico e tutto fuorché stucchevole.

SPOILER ALERT 

La storia d’amore principale della serie, quella che ruotava attorno a Piper e Alex, è finita in modo imperfetto, ma allo stesso tempo giustissimo. Piper ha deciso di rinunciare alle possibilità che le venivano offerte dalla sua vita di donna libera, e si è trasferita vicino al carcere in cui Alex avrebbe scontato ancora tre anni di prigione, anche a costo di costringere se stessa a fare la cameriera.

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Ma il punto di forza di questa serie è stato il non aver mai puntato su una storia o su un personaggio. Tanti, tantissimi personaggi, nei loro finali dolci e amari, ci hanno fatto emozionare. In special modo sono rimasto colpito dalla fine di Lorna, disperata e pazza dopo la morte del figlio, e di Taystee, che, nonostante le ingiustizie di un sistema che l’ha costretta a un ergastolo non meritato, ha trovato le forze per andare avanti e per aiutare le altre detenute.

Orange is the new Black ci ha dato tanto, tantissimo e sono sicuro che è una serie di cui sentiremo la mancanza.

4 commenti

  1. Io mi sono innamorato di questa serie. Alex è la mia preferita. Per me la bellezza di questa serie è stata come hanno raccontato il mondo femminile. Abituato alle carceri “maschili” del mondo delle serie tv è stato interessante declinare un mondo che conosco solo grazie alla tv, quelle delle carceri, in un modo nuovo.

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