Con questo numero di “Cult Movies” andiamo a recuperare un film che, a mio modo di vedere, ha influenzato l’intera cinematografia e che, tutt’oggi, è una pietra miliare a cui fare riferimento. Sto parlando di “E.T. l’extra-terrestre” di Steven Spielberg, un film drammatico fantascientifico, capace di vincere ben 4 premi oscar (si parla di statuette relative alla produzione e agli aspetti tecnici, ma comunque…).

Et The Extra-Terrestrial / Et The Extra Terrestrial / E.T.

Penso che sia importante vedere almeno una volta nella vita questo film perché è una delle principali ragioni per cui gli anni ’80 vengono così tanto idolatrati e riprodotti nei film e nelle serie. Spielberg è stato, con questo film, il fautore di un intero genere. Ha calato la fantascienza nella vita reale, nelle piccole cose ed è stato capace di creare un film con poco più che un cast di bambini (tra cui anche Drew Barrymore) e un robottino rugoso nei panni di un alieno.

La trama in breve vede un astronave cadere a picco in una foresta, lasciando sulla Terra il piccolo alieno rugoso, che verrà ritrovato dal protagonista, Eliot, il quale, insieme ai fratelli, accoglierà il piccolo extraterrestre all’interno della sua casa. Da lì in poi, ET inciderà fortemente sulle vite dei tre piccoli. In particolar modo Eliot compirà una serie di scelte – tra cui salvare le rane destinate alla vivisezione – dipendenti dalla presenza di ET e dalla sua influenza nelle vite di questi bambini, disposti a tutto pur di permettere a ET di non venire scoperto. Semmai, l’intento di Eliot sarà quello di aiutare l’alieno a contattare i suoi simili così da fuggire via.

Ho parlato di un film che ha dato vita a un genere perché secondo me non esisterebbe Stranger Things (e tutte le scopiazzature della serie in questione) se non ci fosse stato ET. Spielberg ha compreso come si potesse creare un film lontano dalla realtà ma al contempo così profondamente intimo e drammatico. Infatti, chi non ha visto la pellicola potrebbe pensare che tutto giri attorno alla stravagante figura del piccolo alieno, ma non è affatto vero. La vera storia gira attorno ai bambini, al concetto di lealtà agli amici, a quel senso di solidarietà verso il più debole, che fa del film un’occasione perfetta per proporre messaggi positivi ai più giovani.

etttt

Devo dire la verità, il finale del film mi ha convinto poco, ma trovo “E.T. l’extra-terrestre” comunque un film epocale e molto significativo, capace di emozionare e coinvolgere. Il finale non è all’altezza perché manca un build up. E.T. se la passa bene per tutto il film, senza che la minaccia che venga scoperto divenga mai veramente reale, e poi tutto accade di fretta. La stessa scena in cui il gruppo di ragazzini in bicicletta inizia a volare per sfuggire alla polizia, a mio avviso, perde di momento, dato che poche decine di minuti prima avevamo già visto cosa era in grado di fare l’alieno in quella che potrebbe essere definita la scena madre del film.

Si dice che questo film e il successo conseguito abbia inciso profondamente nella cinematografia di Spielberg, dal momento che è stata la prima pellicola con cui il celebre regista ha davvero provato a plasmare una storia drammatica, anche se non nel senso canonico del termine. Ma, come detto, le influenze di “E.T. l’extra-terrestre” vanno molto al di là della carriera di Spielberg e perdurano ancora adesso, quando il cinema o la televisione propone un gruppo di ragazzini pronti a tutto in un’atmosfera soprannaturale e fantascientifica con dei riferimenti agli anni ’80. È un film che può piacere o non può piacere ma che è senz’altro tra i più significativi apripista per pellicole di questo genere, che hanno attirato una grande fetta di pubblico negli anni a seguire.

6 commenti

  1. Capolavoro! Solo a pensare al finale mi vengono i lucciconi agli occhi!
    Non ci avevo mai pensato, ma effettivamente ha ragione: a un certo punto il ritmo impazzisce e si arriva in fretta e furia alla conclusione. Ma non importa, resta comunque un film bellissimo (che purtroppo troppo pochi bambini, oggi, conoscono).

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